Nel merito. Gherardo Colombo: «Perché questa riforma è un pasticcio»

“Con il sistema disegnato dalla riforma costituzionale, i nuovi senatori risponderebbero ai partiti, non alle autonomie locali. E, questo, diminuirebbe lo spazio della democrazia”. Per Gherardo Colombo – ex membro del pool Mani pulite, saggista, credente della regole anti autoritarie, autore con Piercamillo Davigo di un libro-dialogo dal titolo “La tua giustizia non è la mia” (Longanesi, 176 pp., 12.90 euro) – l’architettura istituzionale immaginata da Matteo Renzi e compagni “è un pasticcio che non aiuterà a far funzionare utilmente il sistema italiano”. E nemmeno il livello del dibattito pubblico è all’altezza: “La discussione a cui stiamo assistendo – dice all’Huffington Post – è molto più prossima alla propaganda che all’analisi e all’informazione. I punti veri non vengono quasi mai toccati. Si enfatizza la riduzione dei costi della politica e la semplificazione legislativa, ma il primo aspetto è marginale, il secondo va contro la reale necessità dell’Italia: che avrebbe bisogno di meno leggi, non di più velocità nella loro approvazione”.

Definirebbe “populistico” questo confronto?
No, perché non voglio fare un torto al popolo.

Cosa non la convince del referendum?
Non si possono chiamare i cittadini a rispondere solo con un ‘sì’ o con un ‘no’ quando devono valutare argomenti così differenti: la composizione del senato, l’abolizione delle province e del Cnel, le regole per l’elezione del presidente della repubblica. Sono materie diverse. Sarebbe stato necessario formulare un quesito per ognuna di queste proposte.

Il problema maggiore che riscontra?
L’erosione delle autonomie regionali, peraltro solo delle regioni a statuto ordinario. Semmai, sarebbe giusto abolire quelle a statuto speciale. Mi chiedo, poi, come riusciranno i nuovi senatori a fare contemporaneamente i senatori e i sindaci.

C’è qualcosa che apprezza?
L’abolizione del Cnel e delle province.

Che cos’è la costituzione per lei?
È la legge fondamentale, che coincide al novantanove per cento con l’idea di giustizia.

Non rischia di sacralizzare la costituzione identificandola con la giustizia?
Intendo la mia idea di giustizia. Ma credo di no: la costituzione garantisce a ciascuno la libertà di esprimere la propria diversità, cioè di essere cattolico, protestante, ebreo, socialdemocratico, conservatore, estremista o moderato. Allo stesso tempo, però, impedisce che queste diversità diventino causa di discriminazione, stabilendo che tutti siano eguali di fronte alla legge e abbiano pari opportunità.

Nella costituzione italiana non c’è un riferimento al diritto di ricercare liberamente la felicità, presente invece nella dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America: la invidia?
Non la invidio perché la nostra costituzione esprime lo stesso concetto con parole diverse, enunciando all’articolo 3 che è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione delle persone.

Ma realizzazione e felicità sono due cose diverse.
Provi a immaginare una legge che imponga per diritto la felicità: sarebbe un controsenso.

La dichiarazione d’indipendenza statunitense però riconosce un diritto, non impone di essere felici.
Nel tempo in cui la costituzione è stata scritta, era difficile enunciare il diritto alla felicità in un paese cattolico come era il nostro. Oggi forse lo si potrebbe fare. Tuttavia, una legge si può mettere al servizio della felicità di tutti solo garantendo la libertà di chiunque. E questo la costituzione italiana lo fa.

(continua su Huffington Post qui)


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40 Commenti

  1. Giulio Cavalli … secondo te il sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni, rapprenta solo chi lo ha eletto i tutti i cittadini? (Eppure quasi sempre è di un partito ben preciso)… bene 1/5 del senato doverebbe essere composto da essi. Poi xké un Consigliere regionale eletto da cittadini x fare quel mestiere li dovrebbe comportarsi diversamente dal difendere gli interessi dei cittadini della propria Regione come da sicuramente il suo collega sindaco? Voi fare solo supposizioni senza fondamenti … nn avete alcuna prova di quel che teorizzare.

  2. Giustino Barbizzi
    19 ore fa ·
    STORIE DEL SI E DEL NO …….
    “Ma allora voti No come Casapound ? Ma come si fa ? ”
    “Ti ricordi il referendum sull’acqua pubblica del 2011 ?”
    “Come no ! Allora votai Sì contro la privatizzazione dell’acqua ! E vincemmo!”
    “Anch’io votai Sì a favore dell’acqua pubblica. E anche Casapound votò Sì. E anche il Pd e il 5 Stelle.”
    “Mi stai dicendo che ho votato come Casapound ?”
    “Proprio così. Ma anche come Rifondazione Comunista, Sel, i verdi e tanti movimenti civici. Ma in un referendum esistono solo due opzioni e non si vota per affinità ideali ma solo nel merito del tema proposto. E sai cosa votò Renzi, allora minoranza, a quel referendum ? ”
    “No, non ricordo…”
    “Renzi voto’ No, votò contro l’acqua pubblica. E perse. Voto’, come fa adesso, come Marchionne e Confindustria per privatizzare l’acqua. Questa sì che è affinità ideale, non credi ? “ ……….. IO VOTO NO…….

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