Per quelli che «voto sì altrimenti arriva Salvini»

Ne scrive Leonardo sul suo blog, misurato come al solito. E vale la pena leggerlo:

«Invece molti sostenitori di Renzi sembrano sicuri che un successo del Sì proietterà il loro beniamino verso un trionfo elettorale – dopodiché, senza l’impiccio degli imbarazzanti alleati di centrodestra, dei riottosi rimasugli del vecchio Pd e di un senato eletto ancora dai cittadini, finalmente potrà gestire l’Italia come vuole e non potrà che gestirla bene. Ora, questo futuro luminoso è appena a un passo da noi, ma solo se votiamo Sì al referendum: altrimenti tenebre, caos, Bersani e Matteo Salvini. Come tutte le prospettive apocalittiche, anche questa sembra più la proiezione di un desiderio che un’analisi realistica della situazione. Nessuno sa cosa succederà il quattro dicembre: se Renzi perde, potrebbe abbandonare il governo? È possibile (ma non esistono ancora alternative serie a lui, soprattutto nel suo partito).

Se invece vince, continuerà a vincere anche alle prossime elezioni politiche, al più tardi nella primavera 2018? Chi lo pensa sembra sottovalutare il logoramento inevitabile di chi si trova al governo, in anni di crisi. La vittoria dei brexiters, quella di Trump, sembrano puntare in quella direzione. La figura di Renzi appare già abbastanza logorata, eppure chi lo sostiene sembra voler credere che basta fargli vincere un referendum ogni tanto per ringiovanirlo. Soprattutto non mostrano di capire quello che a me sembra un dato di fatto: più vince, meno Renzi è sopportabile. Magari tra un mese vince di nuovo, ma a quel punto a chi non gli vuole bene sembrerà ancora più arrogante. E non può vincere sempre.»

Mi rendo conto di essere, tra i sostenitori del No, un caso molto particolare: per molti si tratta solo di mandare a casa Renzi. Per me il contrario: forse è l’ultima occasione che ho per dare un segnale a Renzi senza mandarlo a casa. Molti sostenitori del Sì sanno benissimo che questa riforma contiene diverse magagne, ma se la fanno piacere perché, dopotutto, se si tratta di salvare Renzi si può anche vandalizzare qualche articolo di Costituzione. Ma rischiamo di ritrovarci nella situazione peggiore: costituzione vandalizzata e, due anni dopo, un Salvini o peggio al governo. Con maggioranza blindata per cinque anni. E un senato irrilevante. Questo per me è un altro grosso motivo per votare No.

(il post è qui)


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14 Commenti

  1. Così è, ma Renzi non è par niente in grado di guardare oltre la punta dei suoi piedi.- gli basta tener ben lucidate le sue scarpe (e trova troppi che si prestano a farlo con indecorosa solerzia anche se sotto i colpi dei suoi tacchi). Poco gli importa di sacrificare una Costituzione che è garanzia anche contro lo spadroneggiare dispotico di suoi futuri oppositori. Chi lo segue – sorprendentemente – è al suo stesso livello di stoltezza.

  2. Io voto No perché la riforma e’ indigeribile e antidemocratica, voterei No anche se a proporla non fosse stato Renzi, ma quello che sento un giro quando sto ai banchetti a volantinato o ai dibattiti e’, mandiamo a casa Renzi e questo governo sempre più arrogante che sta togliendo i diritti ai lavoratori e agli elettori. Cavalcare la vittoria di Trump dopo aver sostenuto Clinton in tutti i luoghi e in tutti i laghi e’ francamente ridicolo!

  3. Utilizzare la vittoria di Trump per fare propaganda in favore del Sì (“se vince il No arriva l’uomo nero”) è il punto più paradossale e grottesco finora raggiungo durante questa sguaiata, volgare e demagogica campagna referendaria. C’è pure “chi vota No vota come CasaPound”, ma quello è da annoverare tra gli slogan più meschini.
    In verità un Trump avrebbe le mani libere proprio con una riforma priva di contrappesi e garanzie come quella pubblicizzata da chi si dimena per vaticinare il terrore.

    La bocciatura della riforma non comporta di conseguenza nuove elezioni per il semplice motivo che sciogliere le camere è una prerogativa del presidente della Repubblica, non del premier, e ovviamente prima di sciogliere il Parlamento ci sarebbe il tentativo di dare vita ad una nuova maggioranza che porti a termine la legislatura. Per di più Renzi ha ritrattato le dimissioni aggiungendo che “si vota nel 2018 comunque vada il referendum”.

    A spernacchiare questo nuovo attacco dei propagandisti della paura non è tanto la retromarcia di Renzi ma la legge elettorale, l’Italicum.

    Nuove elezioni sono da escludere a priori proprio perché è già in vigore la nuova legge elettorale, l’Italicum appunto, che riguarda solo la Camera. Se la riforma venisse respinta bisognerebbe sopra ogni cosa riscrivere la legge elettorale senza la quale il Senato non potrà essere eletto.

    Votate liberi e secondo coscienza, senza cedere ai ricatti di chi ripete “entriamo nel merito” ma alla fine si comporta solo come un ciarlatano che vende paura.

    1. Oppure al Senato di voterebbe col proporzionale puro essendo stato bocciato il Porcellum. In questo caso si voterebbe con 2 leggi diverse, inconcepibile! Ma credo che se vince il No la Consulta boccera’ l’Italicum. Il problema che si presenta e’ che i giudici sono rimasti in 14 e il voto del Presidente varrà il doppio
      Per sintetizzare un gran casino!

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