E intanto Dell’Utri continua a raccontare bugie

Dice Dell’Utri che la sua fuga in Libano sia una leggenda metropolitana. Dice Marcello (in un’intervista rilasciata a Giovanni Bianconi del Corriere della Sera) che i giudici hanno sbagliato nell’indicare lui come garante di rapporti mafiosi per conto di Silvio Berlusconi e attraverso il partito politico Forza Italia. Parla, continua a parlare, godendo di un’immunità etica e intellettuale che ha rimosso in fretta ciò che è stato per non disturbare i tanti figli di quell’epoca che ancora infestano ampi strati di classe dirigente di questo Paese.

Dimentica, Dell’Utri, le ragioni della sua condanna: nella sentenza si dice che ha “consapevolmente e volontariamente fornito un contributo causale determinante che senza il suo apporto non si sarebbe verificato, alla conservazione del sodalizio mafioso e alla realizzazione, almeno parziale del suo programma criminoso, volto alla sistematica acquisizione di proventi economici ai fini della sua stessa operatività, del suo rafforzamento e della sua espansione”. Inoltre “la sistematicità nell’erogazione delle cospicue somme di denaro da Marcello Dell’Utri a Gaetano Cinà sono indicative della ferma volontà di Berlusconi di dare attuazione all’accordo al di là dei mutamenti degli assetti di vertice di Cosa nostra”.

Ma lui niente. Lui pontifica. Ancora. E mentre rilascia l’intervista ammette di essersi buttato in politica “per difendersi” e ammette che si sarebbe fatto arrestare prima se avesse saputo di una condanna così breve da scontare. Questo è un Paese che rimuove a una velocità impressionante e alleva tra le proprie lacune di storia e di memoria infingardi di bassa leva che vengono innalzati a sapienti. Marcello Dell’Utri è l’esempio tattile di una lotta alla mafia dei colletti bianchi che anche quando vince in tribunale non riesce poi a declinarsi nella società civile ma il problema non è tanto lui, il sopravvalutato Marcello, ma le scorie che lasciano impuniti in giro. E poi diventano anche ministri, quelle scorie.

(poichè su Dell’Utri ho dedicato le energie di un mio recente lavoro vi consiglio, se volete, di leggerne il libro che ne è uscito: si intitola ‘L’amico degli eroi’ e lo trovate in versione tascabile qui)


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16 Commenti

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  3. Il punto nevralgico di questa farsa chiamata giustizia, che bene ha individuato il buon Dell’Utri, è proprio quello della brevità della pena. Anche lui si è accorto che è irrisoria rispetto al crimine di cui si è macchiato.
    Ma la giustizia non è un prodotto dei giudici che emettono la sentenza, ovviamente, ma dei legislatori che siedono nello stesso parlamento dove Dell’Utri sedeva.

  4. Il punto nevralgico di questa farsa chiamata giustizia, che bene ha individuato il buon Dell’Utri, è proprio quello della brevità della pena. Anche lui si è accorto che è irrisoria rispetto al crimine di cui si è macchiato.
    Ma la giustizia non è un prodotto dei giudici che emettono la sentenza, ovviamente, ma dei legislatori che siedono nello stesso parlamento dove Dell’Utri sedeva.

  5. Se di personaggi così sentiamo ancora parlare è perchè gli itaGliani oltre ad aver votato come hanno votato domenica scorsa, oltre vent’anni fa dopo che da sempre davano dei ladri ai politici, quando la procure hanno cominciato ad arrestarli se la sono presa coi giudici e pubblici ministeri. Ricordate.

    1. Io ricordo i girotondi, ricordo le manifestazioni di piazza a sostegno del pool di mani pulite. Ricordo ricordo. E non è proprio come dici tu. Da craxi sono nate associazioni di magistrati, giornalisti che trattano cosa nostra criticando chi ancora gira la testa dall’altra parte all’interno del parlamento. Il problema è che dopo 20 anni di stravolgimenti quello che si doveva fare non sè fatto. Anzi si è pensato a stravolgere la costituzione e il nostro sistema democratico. Per ultimo berlusconi avrebbe votato si se il pd non avesse messo mano al porcellum. Chi se le presa con i giudici e contro le intercettazioni è la destra. Con una legge votata in stretta maggioranza. A cui avresti riconsegnato il paese tra 3-4 anni con la costituzione cambiata. All’epoca si è gridato ma non si è cambiata rotta. Sfumature di una classe politica collusa. Contrasti e nette distanze non ne vedo. In fondo in parlamento ci sono loro non noi. Non cè molto da difendere di questa classe politica. Sembrerebbe che renzi nonostante le dimissioni stia ancora lì. Bella coerenza.

    2. Margheritina Morlak non Ti sei neanche accorta che mi hai dato ragione. Un ipotetico SI al referendum in altri paesi europei significherebbe governi stabili e magari questo tipo di costituzione ce l’hanno già. In Italia possibili governi fascisti, non a caso Grillo dopo aver attaccato l’Italicum istericamente ora vuole estenderlo al Senato, non potendo governare. Infine ricordati come sono finite le politiche del 1994, Berlusconi avrebbe vinto ancora più largamente se avesse presentato le liste in tutte le regioni, in qull’occasione gli itaGliani scelsero come schierarsi su Mani pulite.

  6. Marcello dice fandonie, in mala fede. Come suo solito. Leggete il libro di Giulio Cavalli sul Processo a Dell’Utri … contiene molte informazioni mai date dai giornali ed è molto piacevole da leggere. Informatevi, perché tra poco ci saranno elezioni politiche importanti ed è bene sapere certe cose prima di decidere come e chi votare.

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