«Gli studenti non conoscono la lingua italiana»: la lettera di 600 docenti al Governo

“Troppi ragazzi” che escono dalle scuole e “scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”. Il quadro desolante dello stato della nostra lingua tra i giovani è dato da una lettera firmata già da oltre 600 docenti universitari che ora chiedono al governo e al Parlamento “interventi urgenti” per rimediare alle carenze in italiano dei loro studenti. L’iniziativa è promossa dal gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità.

“Da tempo – si legge nella lettera – i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana“. Secondo i docenti, il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, “anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico”. “Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all’aggiornamento degli insegnanti, ma – si fa notare – non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema. Abbiamo invece bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l’impegno degli insegnanti, né l’acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti”.

Nella lettera si indica quindi una serie di dettagliate linee d’intervento per arrivare, “al termine del primo ciclo” di studi, ad un “sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti”. La lettera porta la firma, tra gli altri, di accademici della Crusca, di linguisti, docenti di letteratura italiana e di diritto, storici, ma anche filosofi, sociologi, economisti.

(fonte)


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92 Commenti

  1. Stefania

    Vorrei dire a vanessa nencini invece di preoccuparsi degli insegnanti della figlia dislessica si guardi lei che ha un marito con una denuncia penale per atti persecutori ed lei stessa ed il marito ne hanno insieme una per ostruzionismo.

  2. poteva sopperire lei. i ragazzi imparano ad amare la lettura quando i libri sono oggetti di uso comune in casa, non solo quando vengono loro imposti dall’insegnante. Il mio professore di italiano non ricordo abbia mai assegnato libri da leggere ma durante le sue spiegazioni ci regalava suggestioni, con cenni, collegamenti e raffronti e la sua passione, nonostante siano passati tanti anni, ancora la ricordo. Arrivati a casa cercavamo nelle nostre librerie o andavamo a comprare i libri degli autori che aveva citato. Va detto che un professore riesce a incidere là dove c’è terreno fertile, oggi i nostri insegnanti non hanno purtroppo una platea molto attenta, ma ragazzi sui cellulari e videogiochi da mattina a sera e i loro genitori h24 sui social a denigrarli

  3. E questa usanza di far scrivere in stampatello che ti arrivano alle medie e superiori senza saper scrivere in corsivo, ossia nella loro calligrafia personale? Piccola cosa diretè. E invece no! Un appiattimento verso una uguaglianza senza individualità e crescita della propria unica personalità e identità.

  4. Nella mia esperienza di genitore di una figlia ora al liceo classico, mi sono imbattuta in maestre di matematica alle elementari che non correggevano gli errori di ortografia, professori di italiano alle medie che non conoscevano non solo la sintassi e l’ortografia, ma nemmeno le basilari nozioni di epica e narrativa….perché queste insegnanti avevano un posto di ruolo, mentre validi docenti debbono stare per anni nel precariato? Ora al liceo abbiamo trovato un ottimo corpo docente, professionale, competente e con tanta voglia di fare…spero che gli insegnanti incompetenti vengano individuati e sostituiti da tanti ottimi docenti che saprebbero tirare fuori il meglio dai propri alunni.

  5. Ma la colpa non é di insegnanti bistrattati e ridotti ad avere un ruolo insignificante rispetto a genitori incoscienti e figli ineducati…contro i quali il lasciapassare é l’unica strategia per evitare un esaurimento! Il sistema oramai è andato maledettamente a farsi benedire!!!

  6. Io ho insegnato lo spagnolo ai ragazzi italiani e ho notato che molti di loro quando devono fare un testo in spagnolo hanno difficoltà perché non lo sanno neanche fare in italiano. Scrivono come parlano, e non conoscono in profondità le differenze tra i diversi tipo di testo all’ora di farli e della punteggiatura neanche a parlarne. Con i social il fenomeno è aumentato perché, secondo me, il modo in cui si scrive somiglia molto al parlato, giacché il messaggio arriva in tempo reale.

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