‘Ndrangheta a Montreal: ritrovato il corpo di Nicola Di Marco

E sono cinque. Cinque come gli omicidi di mafia a Montreal nel corso di quest’anno, prolungamento della guerra che oppone da decenni i clan italiani. Il 18 marzo è stato rinvenuto il cadavere di Nicola Di Marco, 44 anni, noto anche come Big Nick. Lo hanno assassinato a colpi di pistola, poi sono fuggiti. Una fine attesa, visto che l’uomo era da tempo nel mirino. La stessa polizia canadese, già un anno fa, aveva espresso timori per la sua sicurezza.

Di Marco, fisico possente e grandi ambizioni, si era fatto un nome nell’ambiente. A metà degli anni 2000, dopo la prima condanna a 18 mesi, veniva considerato un personaggio in ascesa. Dopo aver gestito una casa per il gioco d’azzardo, era stato coinvolto in numerose indagini che lo avevano portato in prigione. Per gli investigatori era vicino a Giuseppe De Vito, altra figura della criminalità italo-canadese. Avversario dei Rizzuto – famiglia che ha dominato a lungo la scena -, è stato eliminato con il cianuro nel 2013 nonostante fosse all’epoca detenuto. Big Nick era stato rimesso in libertà provvisoria nel 2014, per poi finire di nuovo in manette perché aveva violato le condizioni fissate dal giudice. Si era fatto beccare insieme a Nino De Bartolomeis, alias Nino Brown. Proprio quest’ultimo, alla fine del marzo 2016, aveva subito gravi ferite in seguito ad un agguato, probabilmente legato a vecchi conti da regolare. Nulla di inusuale sulla scena noir di Montreal, segnata da una serie di delitti provocati dalla battaglie tra i grandi gruppi mafiosi. Conflitto che ha decimato i Rizzato, ma anche fatto vittime tra i loro nemici. E secondo gli esperti è possibile che sia in corso una nuova violenta epurazione. Prima dell’eliminazione Di Marco, hanno provato ad uccidere, il 22 febbraio, Salvatore Scoppa. Un sicario – descritto come un uomo di colore – gli ha sparato ferendolo gravemente.

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