Perché è pericoloso sparare sui sindacati

L’ha scritto Alessandro Robecchi in modo esemplare:

Naturalmente il concetto di disintermediazione, una volta portato alle estreme conseguenze, genererà un po’ di confusione. Perché affidarsi alla mediazione del chirurgo per quella dolorosa appendicite? Su, coraggio, disintermediate! Uno specchio, un coltello da cucina e fate da soli. Perché affidarsi alla mediazione del tranviere per andare da un posto all’altro della città? Basta disintermediare e guidare l’autobus un po’ per uno. Si potrebbe continuare all’infinito, ma insomma, il concetto è chiaro.

Stupisce però che questa febbre da “disintermediazione” si alzi sempre quando si parla di lavoro e di sindacato. Che certo è un corpo intermedio con le sue lentezze e le sue “incrostazioni”, con tutte le sue magagne e difficoltà. E però stupisce questa voglia di “fare da sé”, di autoorganizzarsi, di “uno vale uno” proprio in un momento storico in cui chi lavora – chi abita le infinite varianti di un mondo del lavoro trasformato in giungla selvaggia – pare più indifeso che in passato, come ci insegna il Jobs act ( basta dare un’occhiata alle cifre dei licenziamenti “disciplinari”, così massicciamente sdoganati e prontamente attuati dalle aziende appena gliene è stata data l’occasione).

Certo, il mondo del lavoro subisce (e ancor più subirà) notevoli scossoni, dalla tecnologia, dall’automazione e da altro ancora. Logica suggerirebbe quindi di rafforzare (e certo, migliorare, disincrostare, mi scuso per questo gergo da tecnico della lavatrice) i corpi intermedi che lo difendono, e non di mettere in campo un altro ostacolo al loro lavoro, che in questa fase storica è di difesa dei diritti, furbescamente confusi con privilegi, come se avere un posto di lavoro più o meno fisso fosse essere “casta”.

(il suo articolo è qui)


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5 Commenti

  1. il sindacato oggi ha perso credibilità, agisce in maniera anacronistica… e inoltre tutela categorie già in qualche modo “privilegiate”. I precari, disoccupati, i lavoratori di piccole aziende (che in italia sono una maggioranza invisibile) non sono tutelat dai sindacatii, ma subiscono gli scioperi, le assemblee che i sindacati dei servizi pubblici indicono con con una frequenza eccessiva. Riconosco il valore storico del sindacato, ma oggi non è più ammissibile lasciare spazio alle stesse modalità di azione degli intermediari di un tempo… che ne pensate?

  2. “Perché è pericoloso sparare sui lavoratori”
    Quando si viene ad instaurare quasi un monopolio dove i lavoratori sono obbligati ad appoggiarsi ad alcune sigle sindacali (sempre e solo quelle) senza poter eleggere anche le loro rappresentanze, senza vincoli e liberamente, forse sarebbe il caso di discutere la cosa. Questo è solo un’accenno, qui si può leggere anche il resto. http://www.beppegrillo.it/m/2017/04/programmalavoro_democrazia_e_sindacati_nei_luoghi_di_lavoro.html

  3. Maria Ausilia Chiaramonte

    a proposito di questo, ho avuto in svariate occasioni di che discutere con persone di Modica(RG), riguardo la loro collaborazione di casta in sindacato; e poi essere amici e compari di mafiosi locali ben messi a potere economico, nettamente distanti dal Diritto del Lavoro

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