Caro De Bortoli, perché non l’hai scritto sul Corriere?

Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, scrive nel suo libro Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo appena pubblicato da La Nave di Teseo

“L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere”.

Sempre su Banca Etruria aggiunge:

L’industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell’istituto. Elio Faralli, che ne fu padre-padrone per circa 30 anni, fino al momento in cui fu costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari, era notoriamente un massone. Soldini fece molte domande scomode, in particolare sul ruolo del consigliere Alberto Rigotti, il cui voto, probabilmente invalido, fu decisivo per eleggere Fornasari. Rigotti ebbe prestiti dalla banca, mai rientrati, e finì in bancarotta con il suo gruppo editoriale. I consiglieri dell’Etruria godettero di affidamenti per un totale di 220 milioni. Gli organi statutari erano del tutto ornamentali.

E ancora:

Alessandro Profumo, ex presidente del Monte dei Paschi, il 15 giugno 2016, durante la presentazione del libro di Fabio Innocenzi Sabbie mobili. Esiste un banchiere per bene? (Codice, 2016) rispondendo a una domanda sul tracollo del Monte dei Paschi se ne uscì con questa frase: «La colpa è tutta della massoneria». Se ne parlò poco. Profumo mi spiegherà poi di avere avuto sempre la sensazione che ci fossero fili sotterranei, strane appartenenze. E che il sospetto dei legami massonici emergesse soprattutto quando si trattava di assumere qualcuno, constatando i diffusi malumori per un no inaspettato. E ha usato un esempio dalla Settimana Enigmistica. Unisci i puntini e scopri il disegno. Ma quanti sono i puntini? E qual è il disegno?

Al di là delle evidenze che speriamo (con poca speranza) che possano essere chiarite e al di là di una gestione del potere della truppa renziana sempre piuttosto atipica e bulla rimane un dubbio (poi ognuno decide personalmente se ritenere più affidabile l’uno o l’altra dei personaggi in commedia). Dunque, Boschi sganciata la bomba (per la gioia dei nemici politici della Boschi e di Renzi) e garantito un rumoroso lancio al libro mi sorge una domanda spontanea: ma perché De Bortoli (che personalmente stimo per le posizioni e la schiena dritta) non ha scritto di questo sul quotidiano di via Solferino (di cui tra l’altro è pregiato editorialista, oltre che essere stato direttore fino al 2015)? Perché altrimenti davvero viene difficile comprendere come possa una parte della nostra povera stampa (sempre pronta a incensare il potente di turno) conquistarsi la credibilità che ultimamente è spesso in discussione. Dico, avrebbe avuto tutto un altro senso (sia politico che giornalistico) leggere questi dubbi sul Corriere della Sera, no?

E se qualcuno gliel’ha impedito meglio ancora: i nomi e i cognomi di chi non vuole (sul quotidiano più “prestigioso” d’Italia) che si disturbi il manovratore […]

(continua su Left)


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