Quella marcia è bellissima. Ma politicamente è un imbroglio.

Quindi Milano ancora una volta (e per fortuna) ci ha mostrato il lato “umano” di un Paese che continua a gorgogliare tra le sabbie molli di una classe dirigente che strumentalizza la paura. Bello, bellissimo sapere che nonostante il vento che va per la maggiore esistano migliaia di persona disposte a metterci la faccia contro i razzismi più o meno sottili che imperversano sotto al nostro cielo.

Ma, perdonatemi, quelle persone che sanno tenere ancora la barra dritta nonostante la merda buttata addosso a ONG, rifugiati e stranieri di ogni sorta, noi le abbiamo in mente da un bel po’. E le teniamo a mente sempre. Quello spirito solidale che Milano ha tentato di rappresentare (e un po’ di “lisciare”) c’è in decine di mozioni e proposte di legge in Parlamento, è in centinaia di organizzazioni che ogni giorno si prendono la responsabilità di praticare accoglienza, sta scritto in decine di studi e saggi che (per fortuna) vengono scritti e discussi in giro per il Paese e sta nelle parole e nelle azioni di tanti che non si arrendono alla xenofobia di questo tempo.

Ma la nobilissima marcia di Milano politicamente è un imbroglio. È un imbroglio perché se si marcia contro la sottocultura alimentata dalle politiche di governo e se chi marcia è parte del gruppo dirigente allora c’è qualcosa che non torna. Passare dalla Turco-Napolitano alla Minniti-Orlando e passare dai Cpt ai Cpr per poi invocare la discesa in piazza è una truffa. Se Milano vuole essere capofila della solidarietà allora rifiuti l’applicazione del decreto Minniti, pubblicamente, ad alta voce. Se dentro il PD qualcuno pensa (giustamente) che anche tra i democratici ci sia una malsana idea di sicurezza allora attacchi frontalmente il suo segretario, il suo Ministro dell’Interno oppure esca a costruire l’alternativa.

Il partito che sta al governo non organizza marce contro se stesso: compie atti politici, di governo. Il resto, anche se bellissimo, è una truffa. Una truffa bellissima e profondamente umana, ma una truffa. Perché siamo arrivati a Renzi, mi permetto di ricordare, anche per tutte quelle volte che abbiamo pensato che “nel PD ci sono anche persone che la pensano come noi”. E ci siamo tenuti Renzi.


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37 Commenti

  1. Gli sciccosi sotto la Madunina riuniti, più che i diritti degli immigrati difenderanno i diritti dei mafiosi istituzionali e non istituzionali a sfruttarli sempre più numerosi. Gli italiani cacciano i denari si suicidano e languiscono nella disperazione. Gli immigrati deportati e schiavizzati in chiave democratica. A quando le piantagioni di cotone? IL PD, CARLA FRACCI, CARLO BISIO, EMMA BONINO, VERTICI CROCE ROSSA, FAREMO UN ELENCO DI GENTE BELLA DENAROSA CHE VIVE ALLE SPALLE NOSTRE E TEMONO DI DOVERSI GUADAGNARE IL PANE UN GIORNO.

  2. io forse sono un sovversivo, ma a me da più ansia vedere i militari coi fucili e i new jersey in piazza duomo che un immigrato. passare tutti i giorni davanti a persone armate pesantemente non da un senso di sicurezza, a me fa pensare che si viva in un clima di guerra (o in uno stato dove devi stare attento a non sgarrare, altrimenti ci vuole un attimo a farti sparire)

  3. “Chi ha sfilato ieri ha sentito il bisogno di dire molto semplicemente, che voleva «restare umano». Non girare lo sguardo di fronte all’immagine di un uomo che muore, di un bambino che affoga, di una donna che partorisce su una spiaggia e poi spira. Una scelta potente (con una carica di energia positiva forte), perché quando l’Umano scende in campo con tutta la sua forza, gli argomenti del Disumano svaniscono, come i fantasmi di un romanzo gotico: lo si vedeva bene ieri dove, nella «sua» Milano Matteo Salvini sembrava una misera ombra, irreale e grottesca, evocata solo da qualche cartello irridente (uno recitava + Salvati /- Salvini).”, di Marco Revelli

  4. Post di Maiorino:
    DOPO IL 20 MAGGIO . E ora andiamo avanti. Più forti di prima ma sapendo che abbiamo un lavoro enorme da fare. Per questo manterremo certamente in vita il network che ha costruito Insieme senza muri. Ci butteremo nella raccolta di firme per l’abolizione della Bossi Fini (e per molto altro) contenuta nella campagna “Ero straniero”. Costruiremo la conferenza d’autunno (già annunciata al Forum delle politiche sociali) sulle scelte riguardanti l’immigrazione e l’integrazione e, proprio su questo, solleciteremo il Governo ad aprire un tavolo di confronto vero per condividere scelte nuove e correggere errori antichi in un Paese a cui – a mio personalissimo e irriducibile modo di vedere – manca una buona politica nazionale su questi temi ma nel quale diversi territori (pensiamo ai sindaci del Modello Milano) stanno assumendosi la responsabilità del governo dell’accoglienza diffusa. E poi insisteremo perché il Parlamento dia una risposta politica alla piazza di ieri innanzitutto attraverso una cosa da fare subito: l’approvazione della Legge sulla Cittadinanza. E ancora: per quel che riguarda Milano porteremo presto in Giunta gli atti per passare da 422 a 1000 posti SPRAR; consolideremo la rete dei progetti di inclusione e integrazione; produrremo qualche ulteriore passo avanti sulla questione dei Minori non accompagnati. Ma soprattutto ci occuperemo di politiche di riscatto sociale. Per tutte e per tutti. Per questo anticipo (e ci torneremo più in là) che dal 5 al 7 ottobre daremo vita ad una mobilitazione fatta di appuntamenti e confronti sul tema della lotta alle povertà – questione oggetto di numerose azioni portate avanti dal Comune e di alcune sperimentazioni ulteriori che saranno presentate nei prossimi mesi -; una tre giorni che verrà conclusa dalla festa di Casa Jannacci. Siamo arrivati al 20 maggio attraverso un cammino lungo. Nessuno ha voglia di fermarsi.

  5. Marco Giustini

    C’è da dire peraltro che la disobbedienza delle città alle politiche contro i migranti già esiste. In Usa si chiamano “sanctuary cities” ed in Europa “refugee cities”. Se Milano volesse aderire si inserirebbe solamente sul solco coraggioso di chi ha già iniziato.

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