Una pessima legge elettorale. Un pessimo silenzio tutto intorno. E una petizione.

È una pessima legge elettorale. L’ennesima legge elettorale di nominati in cui la fedeltà al proprio capo garantisce l’elezione più di una reale connessione con i propri elettori. Essere servi conterà più dell’avere voti. Sul perché ne ho scritto (qui, qui e qui) ma sarebbe utile e curioso anche riflettere sul perché a molti vada bene così.

E qui, di solito, si colgono alcune giustificazioni abbastanza ridicole. C’è chi dice che l’importante è votare per rinnovare il Parlamento (giuro) come se il compito della politica non fosse quello di costruire modelli e meccanismi ma semplicemente un gioco puerile di figurine in cui la presunta superiorità etica delle persone (e non dello Stato e del suo funzionamento) sia una garanzia. Che, in fondo, è la stessa favola che ci hanno propinato negli ultimi anni.

Poi c’è chi dice “tanto noi facciamo le primarie” (che siano fisiche o di click) e poi sono quelli che hanno portato al governo tutti i loro concittadini oppure hanno segato candidati sindaci vincitori delle primarie per volere del capo.

Poi ci sono quelli che cadono nel tranello: se ci dicono che è una buona legge elettorale allora gli credo perché lo dice il mio leader.

E infine, permettetemelo, ci sono quelli che hanno lottato per difendere la Costituzione e poi chissà perché non alzano la voce contro una legge elettorale che di spirito costituzionale ne ha proprio poco.

Intanto c’è una petizione che forse vale la pena firmare. Qui.


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7 Commenti

  1. Agostino Marrella

    Buongiorno.

    Segnàlo l’articolo in calce.

    “Aggiustamenti intercastalici” che non non mutano l’ennesima “porcata” in un sistema elettorale minimamente accettabile, perché la mancanza del voto disgiunto (uno per l’uninominale e uno per il preminente proporzionale) e, soprattutto, l’impossibilità di esprimere almeno una preferenza, dà agli elettori soltanto il potere ottriato dai “quadrumviri” Renzi-Grillo-Berlusconi-Salvini di appore una “X” su uno stampato chiamato…. scheda elettorale. Ma questo non è libero ed effettivo esercizio del diritto di voto, ma soltanto una sorta di miserrima partecipazione ad un maxisondaggio. Si continua, cioè, a discutere di tutto – anche di norme di salvaguardia per i potenzialmente piccoli partiti – senza, però, mettere in discussione l’elemento più “suino”, ossia che l’elettorato attivo non è tale poiché non può davvero scegliere gli eletti.

    O dobbiamo considerare il massimo della partecipazione democratica le volontaristiche, “intermittenti” e assai discutibili “gazebarie” del Pd o l’”iniziatico televoto” del M5S?

    http://www.huffingtonpost.it/2017/06/04/ridimensionato-il-potere-del-capolista-bloccato-ancora-un-nuovo_a_22124721/?utm_hp_ref=it-homepage

  2. Michele

    Sarò un ignorante in politica o un illuso irriducibile ma per me la democrazia significa che chi prende più voti vince. La costituzione garantisce ad ognuno la possibilità di candidarsi invece i partiti si sono arrogati il diritto di scegliere al nostro posto, e ci si meraviglia del fatto che ci sia il disinteresse verso i partiti.

  3. Non è prematuro dare un giudizio apocalittico di una legge ancora e tuttora in discussione ? Non mi sembra sia ancora delineata se non per massimi capi, so di centinaia di emendamenti da discutere. Quando sarà chiaro se di pasticcio, magari incostituzionale per l’ennesima volta, si tratterà, allora faremo sentire la nostra voce, sempre che qualcuno ci voglia ascoltare

    1. No perché è il dibattito che fa “politica”. E infatti la seconda “legge elettorale più belle del mondo” dopo quell’altra incostituzionale verrà corretta proprio martedì. Perché alla fine loro hanno bisogno di consenso.

  4. gisella

    chi siede in parlamento deve essere espressione della popolazione, non dei partiti, questo dovrebbe essere chiaro a tutti, ma non lo è per chi non ha alcun interesse nel bene comune, ma solo per il suo orticello in cui esercitare la sua visione della vita e del paese………..no alle liste bloccate, IO cittadino voglio decidere….ho firmato e condiviso la petizione!

  5. Difficile assecondare tutti. Chiedo però agli incontentabili di indicare un esempio a cui ispirarci…sempre no e nessuna proposte non va bene. Un Paese a cui ispiraci c’è o non c’è alcuni esempi prego, tanto per capire… Sistema Americano, Francese, Tedesco Spagnolo Coreano, Bulgaro Giapponese… dite. Come possiamo pretendere un sistema elettorale condivisibile in un Paese, il nostro, dove ognuno esalta l’altezza del proprio campanile…..Siamo e resteremo ingovernabili. A prescindere.

  6. E un carro che credono essere della vittoria, che lo rendono tale rimanendoci sempre sopra, che lo costruiscono con intese che sommano convenienze sempre piu utili delle divergenze. Un silenzio che puzza sempre di complicità e omertà.

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