Stefano Rodotà. Noi traduciamo in solidarietà.

«Un principio inaccettabile per la sinistra è la riduzione della persona a homo oeconomicus, che si accompagna all’idea di mercato naturalizzato: è il mercato che vota, decide, governa le nostre vite. Ne discende lo svuotamento di alcuni diritti fondamentali come istruzione e salute, i quali non possono essere vincolati alle risorse economiche.

Allora occorre tornare alle parole della triade rivoluzionaria, eguaglianza, libertà e fraternità, che noi traduciamo in solidarietà: e questa non ha a che fare con i buoni sentimenti ma con una pratica sociale che favorisce i legami tra le persone. Non si tratta di ferri vecchi di una cultura politica defunta, ma di bussole imprescindibili. Alle quali aggiungerei un’altra parola-chiave fondamentale che è dignità.»

(Dall’intervista di Simonetta Fiori, Stefano Rodotà: “Dignità, la parola chiave”, la Repubblica, 23 luglio 2013; riportata su MicroMega)


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12 Commenti

  1. Nel triste scenario della storia vergognosa della sinistra italiana questo umile signore è stato uno dei pochi che ha conservato la dignità politica e coerenza di pensiero e comunque nel radicato deserto sinistro del nostro paese Rodotà ne esce da gigante, spiace che il suo ricordo verrà utilizzato come sempre dagli approfittatori disonesti e falsi che hanno condiviso il suo simbolo politico

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