«Questo è il Paese in cui per essere credibili bisogna essere ammazzati»

Un’intervista a Giovanni Falcone da tenere sempre sul comodino per leggere l’immutabilità di un Paese che sembra non riuscire a liberarsi da se stesso.

Sono due minuti spesi bene perché è una lezione dal passato che vale ancora per il futuro.

E perché, io, ogni volta che riascolto con attenzione Falcone ho la sensazione di non averne imparato ancora abbastanza. Ecco qua:

16 Commenti

    1. Giuseppe chechi

      Qual’è la legge che governa l’Italia ?
      ne abbiamo di tre tipi :
      – quella scritta sui grossi tomi di legge civile e penale
      – quella dei giudici che devono interpretare la legge
      – quella della mafia, ndrangheta, sacra corona unita, camorra, massoneria, P2 ecc.
      ognuno si sente la coscenza (???) a posto se segue la legge della cosca cui appartiene.
      E’ questa la strada che deve seguire un paese civile ?
      Una volta, i condannati a morte si mandavano alla fucilazione, oggi si trasferiscono a Palermo ( vedi Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e tanti altri )
      E pensare che potremmo essere lo stato migliore del mondo !

    2. Angelo Notaro

      Vediamo se ho capito bene….. visto che un reato non esiste, non posso essere condannato per quello specifico fatto.
      fin qui ok.

      ma se un fatto è moralmente inaccettabile come il concorso esterno in associazione mafiosa, allora gli devo chiedere scusa? ma scusa de che?? del fatto che ha scontato una pena per un fatto commesso (quindi i riscontri comunque c’erano) che per la legge non è reato? guarda…. fai finta che sia stato condannato per alto tradimento…..tradimento verso i suoi Compagni, verso le Forze dell’Ordine, verso lo Stato che non ha servito con fedeltà pur avendogliela giurata… probabilmente se il reato si chiamasse diversamente e visto che la sostanza dei fatti non cambia, magari diventa tutto accettabile.

      lo stesso Dott. Borsellino ebbe ad affermare che lui era “punciutu” (punto, forato, infettato) con riferimento diretto alla sua vicinanza con ambienti mafiosi…. ma dai per favore!!

    3. Angelo

      Vediamo se ho capito bene….. visto che un reato non esiste, non posso essere condannato per quello specifico fatto.
      fin qui ok.

      ma se un fatto è moralmente inaccettabile come il concorso esterno in associazione mafiosa, allora gli devo chiedere scusa? ma scusa de che?? del fatto che ha scontato una pena per un fatto commesso (quindi i riscontri comunque c’erano) che per la legge non è reato? guarda…. fai finta che sia stato condannato per alto tradimento…..tradimento verso i suoi Compagni, verso le Forze dell’Ordine, verso lo Stato che non ha servito con fedeltà pur avendogliela giurata… probabilmente se il reato si chiamasse diversamente e visto che la sostanza dei fatti non cambia, magari diventa tutto accettabile.

      lo stesso Dott. Borsellino ebbe ad affermare che lui era “punciutu” (punto, forato, infettato) con riferimento diretto alla sua vicinanza con ambienti mafiosi…. ma dai per favore!!

  1. Corsi e ricorsi storici, non impariamo mai nulla dalle tragedie e chi denuncia il fenomeno mafioso viene additato come colui che ci specula per arricchirsi. Uno su tutti Roberto Saviano che avrebbe potuto condurre una vita dignitosa fregandosene altamente di quello che succedeva nella sua terra invece il suo battersi per la giustizia e la legalità lo ha costretto ad una vita che non so quante altre persone avrebbero il coraggio di “vivere”

  2. si i clan portano voti ai partiti per il controllo e la spartizione del territorio è evidente che essi non facciano altro che servire i loro capi (quelli che hanno occupato le istituzioni). La mafia non combatte se stessa…. e traviando con il divide et impera ha assunto potere nelle istituzioni. I delitti Falcone Borsellino Livatino e tanti altri ne sono la conseguenza… triste.

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