Il piccolo libro di un piccolo leader inadeguato

Leggetevi cosa scrive Francesco Luna sul libro di Matteo Renzi:

Mente ai lettori Renzi? In realtà, Renzi sembra mentire soprattutto a se stesso. La sua infinita autostima, evidentemente, non gli consente di riconoscere i tanti, tantissimi errori che ha compiuto e che hanno gettato l’Italia, per tre anni, in una campagna elettorale continua, distrutto il Partito Democratico e innescato una conflittualità nel Paese che impiegheremo decenni a far rientrare. La sua versione dei fatti è una goffa celebrazione di un ego ipertrofico alle prese con una maldestra operazione di attribuzione ad altri di responsabilità che un uomo di Stato adulto non potrebbe che riconoscere. Uno scaricabarile a 360 gradi, che alla fine dovrebbe consegnarci un leader mondato da tutti i peccati, e quindi in grado di ritrovare lo slancio perduto, e che invece ci consegna un politico svuotato dalle sconfitte, privo di idee, terrorizzato dai propri fallimenti, incapace di indicare il futuro e prigioniero di un passato che preferisce cambiare con lo storytelling, se non proprio negare.

I migranti? Colpa dei governi Berlusconi e Letta che sottoscrissero i patti di Dublino. E invece no, come ha ricordato Emma Bonino, la colpa fu del governo Renzi, che sottoscrisse Triton e ci costringe oggi ad accoglierli tutti nei nostri porti. La caduta di Letta? Colpa della minoranza Pd che gli chiese di sostituirlo. Come se non ricordassimo il logoramento al quale Renzi sottopose Letta sin dal giorno della sua elezione a segretario, con il chiaro obiettivo di indebolirlo per poterlo far fuori. Le banche? Tutta colpa di Bankitalia, di cui Renzi, ingenuo, si era fidato. La promessa mancata di lasciare la politica? Colpa dei suoi sostenitori, che lo hanno supplicato di restare.

Il resto sono piccole scorrettezze e insolenze, come quelle davvero spregevoli a Enrico Letta, accusato addirittura di aver costruito la propria carriera politica sul vittimismo. Lui, che una volta lasciato palazzo Chigi si dimise da parlamentare e si trasferì a Parigi, lasciando davvero, non per finta come Renzi, la politica. E che dire del graffio velenoso a Giuliano Pisapia, accusato di essere stato fra coloro che votarono contro Prodi nel 1998, mentre si sa che Pisapia abbandonò Bertinotti e votò per la fiducia? Una bugia plateale, smascherata dalla Stampa, della quale Renzi non si è ovviamente neppure scusato.

Insomma, un condensato di fiele, che non aiuta nessuno. Un testo costellato di piccole provocazioni, che si chiama “Avanti”, ma che è rivolto all’indietro. Una continua ricerca di rissa, anche con chi da tempo si è stancato di seguirlo in questo modo puerile di fare politica. Nessuna assunzione di responsabilità, nessuna ammissione di un qualsivoglia errore, solo una colossale arrampicata sugli specchi per evitare di rispondere a viso aperto delle proprie azioni. Un’ennesima prova di immaturità, che alimenta i dubbi crescenti in settori sempre più ampi del Paese e delle cancellerie internazionali sulla sua adeguatezza.

(la recensione completa è qui)

21 Commenti

  1. Concordo totalmente con quest’analisi e mi chiedo però come, in fin dei conti, possa avere ancora un così vasto seguito, come hanno dimostrato le primarie. La psicologia del singolo,in questo caso, è molto semplice; quelle delle masse molto meno.

  2. Questo è quello che penso di questo Paramecio. Ha un disturbo narcisistico di personalità, caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia.Il Paramecio narcisista testa continuamente la propria autostima, che dipende totalmente dal raggiungimento del proprio scopo.
    Se lo scopo viene raggiunto, viene sperimentato un momento di sollievo e uno stato mentale di grandiosità; nonostante ciò, poco dopo innalza i criteri in base ai quali lo scopo può dirsi compiuto, torna a sentirsi a disagio ed è costretto ad agire nuovamente per ricostruire la perfezione ad un livello più alto. Mentre, se fallisce lo scopo il narcisista entra in uno stato mentale terrificante, seguito da disperazione e rabbia nei confronti di se stesso e spesso anche degli altri ai quali viene attribuita principalmente la causa del fallimento. Il narcisista crede di dover essere in grado di raggiungere, potenzialmente, standard elevati alla media in qualsiasi ambito di esperienza per mantenere una buona autostima.

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