Cosa mi piace del dibattito sulla sentenza di Mafia Capitale

Dunque è stata emessa la sentenza (di primo grado) per il processo Mafia Capitale. Che, anche se si chiama Mafia Capitale, ora questi esultano perchè sono solo criminali, corrotti e corruttori e non mafiosi. E così si è alzato tutto un ghirigori di esperti sulla sentenza che in sostanza urlano “avevo ragione!”, oppure “che schifo!”.

Si passa da chi ci vorrebbe convincere che Carminati e compagni abbiano fatto semplicemente una cazzata, come se avessero esagerato un po’ con il bere e dall’altra parte c’è chi dice che il Tribunale di Roma ha stabilito che non esiste la mafia a Roma, come se si trattasse di un giudizio universale, mica di un processo specifico.

Poi, immancabilmente, ci sono i professionisti della lotta alle fake news (le vedono ovunque) che in base all’appartenenza rovesciano il vero e il falso del fake nella news. Fantastico.

Chi ha scritto un pezzo molto sensato è Gilioli (ne ho scritto qui).

Ma l’aspetto più divertente è che tutti discutono una sentenza di cui mancano le motivazioni (ovviamente non sono state ancora depositate). In pratica tutti si azzuffano accusandosi di avere “inventato” notizie facendo leva su una sentenza che non abbiamo ancora letta per intero. Fantastico. Bravi. Avanti così.


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8 Commenti

  1. Be’ la sentenza non dice né che hanno fatto una cazzata (perché spero non si prendano vent’anni per aver commesso una cazzata), né che a Roma la mafia non esiste, trattandosi di una sentenza che giudica nel merito di un evento criminoso e non di tutta la criminologia romana. Esiste ancora il reato associativo, senza che necessariamente si debba incorrere nella fattispecie di associazione mafiosa. In ogni ogni caso vale come per i vaccini. Parli chi ne sa. Io mi taccio

    1. Sono d’accordo, anche se non fu una semplice invenzione dei media (ancorché giornalisticamente felice). Fu l’ipotesi di reato su cui si mossero i p.m. peraltro avallata dal GIP. Trattavasi di magistratura inquirente, la magistratura giudicante, in primo grado, è stata di diverso avviso. Giusto non considerare un’ipotesi di reato come se fosse già una sentenza, altrimenti che ci si va a fare in giudizio?

    1. Sono d’accordo, anche se non fu una semplice invenzione dei media (ancorché giornalisticamente felice). Fu l’ipotesi di reato su cui si mossero i p.m. peraltro avallata dal GIP. Trattavasi di magistratura inquirente, la magistratura giudicante, in primo grado, è stata di diverso avviso. Giusto non considerare un’ipotesi di reato come se fosse già una sentenza, altrimenti che ci si va a fare in giudizio?

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