Il pugno di Minniti?

Da leggere (e meditare) l’articolo di Francesco Anfossi:

Dicono che Marco Minniti stia lavorando per diventare il prossimo premier. Il vento contro i migranti sembra avergliene dato l’ occasione e anche i sondaggi lo danno in testa nelle classifiche di gradimento dei ministri, subito dopo lo stesso premier Gentiloni. Fatto sta che è indubbiamente Minniti ad aver spostato l’ asse politico del Governo sugli immigrati. Ha cominciato a imporre un codice per le Ong che soccorrevano i naufraghi, imponendo polizia armata a bordo e negando il trasbordo da una nave all’ altra. Il risultato è stato quello di allontanare le navi delle organizzazioni umanitarie dal Mediterraneo e di aver contribuito alla più grossa campagna di screditamento delle Ong mai subita nella loro storia. Il resto lo ha fatto Matteo Renzi, decretando il “de profundis” per lo “ius culturae”, che riconosceva la cittadinanza ai minori figli di immigrati residenti da almeno cinque anni dopo che avevano frequentato almeno un ciclo di studi, tra gli applausi di Alfano. Non c’ è più tempo per la politica alta e per l’integrazione, siamo in campagna elettorale.

«Governare i flussi migratori non è un optional, è un tema centrale per la nostra sicurezza. Per la nostra democrazia», ha detto Minniti imperturbabile nel tradizionale incontro ferragostano con i giornalisti. Il punto è come governarli. A manganellate, come chiede l’uomo della strada e la suburra digitale di Facebook? Finora è questa la risposta del Governo. Piace il suo piglio pragmatico, la sua faccia di duro, persino il suo passato di vecchio comunista: «Quando ero nella sede del Pci in Calabria avevo attaccato fuori un cartello: “Qui si lavora e non si fa politica”. Volete farmela fare adesso?». Ha citato il suo maestro di gioventù, Antonio Gramsci: «Il compito di una classe dirigente non è quello di mantenere la propria posizione per il proprio controllo della società ma per il proprio superamento». Legge e ordine, insomma, non è stato anche il motto di Blair?

Il problema è che Minniti sta alzando un po’ troppo l’ asticella dell’ ordine. A Roma si sono viste scene di guerriglia urbana degne del Venezuela nei confronti di un gruppo di rifugiati politici: uomini donne, vecchi, bambini e persino portatori di handicap che sono scappati dalla guerra. Tutti con i documenti in regola, titolari dello status di rifugiato. Occupavano da 4 anni un palazzo di via Curtatone ed erano stati sgomberati. Poliziotti in assetto antisommossa hanno usato gli idranti e si sono messi a manganellare per liberare la piazza da un centinaio di loro, tra cui numerose donne in lacrime, alcune delle quali inginocchiate con le braccia alzate. Uno spettacolo indegno per una democrazia, che ha suscitato le proteste di Amnesty International e dell’ Unicef per come sono stati portati via i bambini sui pullman della polizia. Nemmeno il governo dei respingimenti di Berlusconi, che pure si era ritrovato una condanna della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, si era mai spinto fino a questo punto.

Non sappiamo se andrà avanti così fino alla fine della campagna elettorale. Non sappiamo nemmeno se la nuova politica contro gli immigrati sarà premiante in termini di consenso elettorale per il Partito democratico (a quel punto tanto vale andare all’ originale, Lega Nord e grillini in primis). Sappiamo però che questo pomeriggio si è scritta una pagina nera per la democrazia. Nera o rossa, che poi è lo stesso: comunismo e fascismo sono due totalitarismi contigui, in fondo. Questo Gramsci lo sapeva benissimo.

(fonte)


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43 Commenti

  1. Giulio Cavalli, entra in politica, non fate solo chiacchiere da radical chic, per poi allontare il primo immigrato che si avvicina, x chiedere l’elemosina. Troppi moralisti abbiamo in Italia, ma i fatti sono diversi dalle parole. Quando stai al governo, che sia comune o Roma al Parlamento, devi far valere le leggi non le morali

    1. Ma perché posti quello che metto io sul mio diario, lo vedi che sei come penso io? Non hai argomenti x rispondere, fai lo sbruffone con le mie foto, io non sono razzista, tu forse, perché ancora non capito da che parte stai. Che partito sei. Io sono originale, voi moralisti siete etichettati

    2. sono appena stato a Fatima e sono credente (ma non credulone). non piove nemmeno là da mesi e quel giorno fu bloccata per ore l autostrada principale per incendi… che dice se la lasciamo lavorare in pace per il suo vicinato prima che pensi a a noi eh?! :)

  2. Già… peccato che il fascismo fosse un movimento tutto interno al capitalismo mentre il comunismo, nella formulazione marxista resta ancora oggi l’unico possibile strumento anticapitalista. Ma sembra da questa tua mirabile conclusione di articolo che per te il contesto politico e sociale generale sia del tutto ininfluente.

    1. Luca Nobile L’attuale M5S sembra fare del “tutto e il suo contrario” un fruttevole strumento per drenare voti da destra (questo è sostanzialmente un paese fascista, Sciascia dixit in tempi non sospetti) e a manca (fa fine e non impegna) poi, quando arriva a governare (proprio pigliando voti a dx e a manca, vedi soprattutto i casi di Roma e Torino) si trova a dover inevitabilmente fare delle scelte. E queste sono, purtroppo (abito a Torino) sotto gli occhi di tutti. Una cosa pare evidente sempre più (ho personalmente “militato” attivamente nel Mov per tutta la campagna elettorale torinese), il MOV non è democratico al suo interno e, men che meno, rappresenta un pericolo per lo status quo, nazionale e internazionale. E di questo spero si accorgano quelli che ancorano lo credono una forza “anti sistema”. Grazie per l’attenzione.

    2. Ignazio de Simone anch’io “milito” a Torino e la mia opinione è diversa dalla tua. Il M5S è relativamente giovane e deve ancora risolvere alcun problemi di equilibrio delle proprie componenti. Ma la vivacità del dibattito, proprio a Torino, tra base ed eletti sta lì a dimostrare che non è una dittatura. Chiara Appendino sta lavorando bene, presa tra le mille difficoltà che l’amministrare una città già porta con sé, gli attacchi strumentali di opposizione e stampa e il “fuoco amico” che non manca.
      Che gli elettori “destrorsi” siano delusi è per me prova della direzione giusta seguita a Torino.
      Questa è la mia opinione.

    3. Luca Nobile nel Mov ho fatto di tutto, dalla fattiva partecipazione a gruppi di lavoro (scrittura del programma – mai pubblicato per intero, alla faccia di quanto assicurato in più occasioni), alla manovalanza (e quanta!) tout court. Ed anche mi sono dovuto candidare come riempilista in circoscrizione, per non fare “brutta figura” con gli altri competitor… Mi sono persino trovato a cantare durante un evento benefit (sono un cantante lirico), pensa un po! Che dire, un tradimento completo di tutto ciò che doveva differenziare dallo status quo, altro che “Chiara Appendino sta lavorando bene”. Mi verrebbe da dire che sei completamente in malafede, ma non ti conosco personalmente, magari sei il tipico “supporter” montato in tutta fretta sul carro del vincitore, chissà… Sicuramente portiamo “occhiali diversi” ed i tuoi mi paiono a lenti molto, molto, molto appannate…. Ah ah, oppure ti pagano! Ciao!! ;D

    4. Ignazio de Simone hai appena dato un esempio di specchiata correttezza insinuando (senza conoscermi) che io sia in malafede, che sia uno montato sul carro del vincitore o che mi paghino (Ah ah)…
      Magari sei il tipico “personaggetto” che ha aiutato per avere poi qualche “aiutino” o qualche “cadreghina”, ed ora, rimasto a becco asciutto fa il transfuga pentito, chissà…
      Ah ah…

    5. Luca Nobile, tranquillo, nessun becco asciutto, sai leggere, almeno?.. Non si direbbe. Ho scritto “mi verrebbe da dire… ma non ti conosco”, “sicuramente portiamo occhiali diversi…” e, prima, “mi sono dovuto candidare come RIEMPILISTA”, che vuol dire ultimo di lista, indi con speranze nulle di essere eletto (cosa alla quale non ho mai – e fortunatamente – pensato). Ho conosciuto invece molti finti e finte “pasionarie” che hanno completamente travisato (eufemismo) il primigenio spirito del MOV, proprio in cambio della “cadreghina” a cui fai riferimento. Ed ancora, nessun “tranfuga pentito”, siccome ho cominciato, ancor prima delle elezioni ed in conseguenza di fatti gravi (se credi ti passo tutti gli scambi di e-mail tra me e lo “staff” – scripta manent) a prendere posizioni fortemente critiche e a chiedere ripetutamente un confronto diretto e non “virtuale” proprio con lo “staff” (ma quale “uno vale uno”!), mi è stato detto che, proprio perché esprimevo posizioni non allineate (evidentemente), non c’era più posto per me tra gli attivisti. E, come è capitato a me, è successo pure ad altri. Naturalmente a te racconteranno tutt’altro. Saluti.

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