“Vi racconto l’inferno Ryanair”: parla un pilota

Tanto per capirci. Un articolo da Business Insider:

 

L’acqua. Le altre compagnie te la offrono insieme al cibo. A noi niente. Io mi devo portare la bottiglietta da casa. E se la finisco in volo, sono costretto a comprarmela dal carrello degli assistenti di volo, a tre euro”.

Tra i piloti Ryanair serpeggia qualcosa di più di un semplice mal di pancia: dall’inizio dell’anno 700 di loro (su un totale di 4.058) hanno abbandonato la compagnia gialloblu e sono passati alla concorrenza; oggi un fronte compatto chiede garanzie contrattuali mentre, appena al di sotto delle nubi nere, c’è il rischio del primo sciopero continentale.

Un primo ufficiale – che chiameremo Andrea, per garantirne l’anonimato – ha spiegato a Business Insider Italia come funziona il lavoro nell’azienda irlandese e perché molti colleghi se ne sono andati (e altri minacciano di farlo).

Il caso della bottiglietta d’acqua è soltanto la punta dell’iceberg di una situazione più complessa.

Andrea lavora in Ryanair da un anno e mezzo ed è di base in uno degli 86 aeroporti europei della compagnia low cost. Ha frequentato un’accademia aeronautica in un Paese europeo (che non menzioniamo perché lo potrebbe rendere identificabile), poi il colloquio di lavoro in Irlanda e il corso di abilitazione (a spese proprie, per la modica cifra di 29.500 euro) per portare uno dei 427 Boeing 737 del vettore irlandese.

La maggior parte dei piloti non è dipendente: si tratta, di fatto, di liberi professionisti che si raggruppano in piccole società e che prestano il proprio servizio a Ryanair. Alla fine vengono pagati in base alle ore di volo effettuate. Andrea è uno di questi.

Il mercato dell’aviazione è in forte crescita – ci spiega – e negli ultimi dieci anni non è mai stato così aperto.Molte compagnie hanno bisogno di piloti con esperienza e li vanno a cercare proprio in Ryanair, che è la più grande d’Europa. Il punto è che Ryanair non fa nulla per trattenerli e le altre compagnie offrono condizioni migliori: dallo stipendio ai diritti su malattie e riposi, dai benefit alla possibilità di fare carriera”.

Ed è quello che sta succedendo: dal primo dell’anno, solo in Norwegian, sono passati 170 piloti Ryanair. E altri hanno un piede già fuori dalla porta (o dalla cabina).

Molti comandanti stanno volando in Cina alla Xiamen Airlines – continua Andrea – oltre al salario più alto, ti danno una casa e un’automobile. Se ti trasferisci con la famiglia, trovano un lavoro alla moglie e pagano l’educazione ai figli in scuole internazionali di livello”.

Leggi anche: Un ex pilota Ryanair scappato in Cina: ‘Qui guadagno 5 volte di più ma non è un bene per l’Italia’

Quindi non è vero, come hanno affermato ufficialmente da Ryanair, che la cancellazione dei voli da qui al 28 di ottobre (1976, in totale, per un costo a carico dell’azienda di circa 30 milioni di euro) è dovuta a una cattiva gestione delle ferie dei piloti?

La verità è che Ryanair ci sta facendo girare le palle con questa storia, perché scarica su di noi la responsabilità di quello che sta accadendo. Le ferie non sono mai state un problema. Il problema, in realtà, è che mancano piloti”.

E a proposito di ferie: è prassi comune che la compagnia irlandese chieda ai propri piloti di rinunciare a vacanze e permessi per tappare i buchi.

Stamattina mi hanno chiamato alle 4 per sostituire un collega che si è sentito male. L’assurdità è che, a conti fatti, non conviene dare la propria disponibilità. Per legge non possiamo volare più di 900 ore all’anno. Se in un mese rinuncio ai giorni di riposo, dovrò lavorare meno il mese successivo per non sfondare il tetto massimo di ore di volo. Alla fine, però, guadagno la stessa cifra, perché il lavoro svolto nei giorni di riposo o di ferie non viene considerato come servizio straordinario, ma viene pagato secondo le normali tariffe”.

Senza contare che fare il pilota è stressante, soprattutto dal punto di vista mentale, e che staccare dalla cloche è necessario.

“L’ultima presa in giro”, secondo Andrea, riguarda l’offerta di bonus inviata ieri a tutti i piloti e firmata dal chief operations officer, Michael Hickey: 12mila euro ai comandanti e 6mila euro ai primi ufficiali per rinunciare ai permessi delle prossime settimane.

È un’esca scritta in modo intelligente e qualcuno ci cascherà – ammette con rabbia Andrea – nessuno dice però che per ricevere i bonus bisogna soddisfare sei requisiti. Su tutti: lavorare per Ryanar fino al 31 ottobre 2018, aver volato almeno dieci giorni tra quelli di riposo e cinque nel periodo di congedo annuale. Ma siamo così sicuri che l’azienda ti permetterà di soddisfarli prima che scada il termine ultimo per ottenere i bonus?”.
“Non hanno chiaro – conclude Andrea – che senza piloti e assistenti di volo, gli aerei non decollano. Che passeggeri e management non possono portare l’aereo. Molti di noi si stanno chiedendo: ‘Chi ce lo fa fare di restare qui?’. Perché, in definitiva, valiamo di più di così”.


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32 Commenti

  1. Concordo con Andrea… senza piloti e passeggeri l’aereo nn decolla… così x la politica… tutti a dare la colpa allo stato, ma lo stato è fatto da noi cittadini… cittadini più consapevoli e responsabili, forse qualcosa cambierebbe…. il cambiamento parte dal basso e nn dall’alto…. se nn si andasse ad acquistare nei grandi centri commerciali, che sono uno squallore… prima o poi chiuderebbero… si ritornerebbe a un vivere più sano, fatto di comunicazione con il prossimo… tranquillo Andrea anche le cassiere dei supermercati nn possono bere…. e oltretutto buttano talmente tanto cibo…. ( lamentele=nn azione……).

  2. Tutti scandalizzati, ma, alla fine, gli unici che possono cambiare le cose sono gli utenti, rifiutandosi di volare con una “compagnia” che si comporta in questo modo. Io lo faccio da anni e, alla fine, quasi mi sento dare del cretino perché vado a spendere qualche euro in più.

  3. Loris Moreno Prezia, non ti conosco ma quello che scrivi è inquietante. Io capisco il darwinismo sociale e il reputare inferiore chiunque non abbia studiato ma come si fa a non capire che se al facchino tolgono ogni diritto di conseguenza la base di ogni contrattazione si abbassa, anche per il quadro dirigenziale.
    Sull’assurdità del boicottaggio ti do ragione.

  4. Nessuno obbliga nessuno: se uno è capace a fare di meglio che lo faccia invece di stare a lamentarsi. Se le altre compagnie offrono di meglio perché “Andrea” non si licenzia?
    Il discorso vale per qualsiasi compagnia e qualsiasi dipendente quindi chi blatera di schiavismo non sa di cosa stia parlando…
    Ma il più ridicolo di tutti è chi sostiene di boicottare la compagnia: come esattamente pensi di fare? Ti presenti al gate e non t’imbarchi?! No perché se il tuo concetto di boicottare è non utilizzare quella compagnia, io sto boicottando TUTTE le compagnie aeree da almeno 2 anni… e manco lo sapevo…

    Ridicoli.

    MRN

    1. Il boicottaggio si fa semplicemente non finanziando l’azienda che boicotti. Se lo fa un numero abbastanza grande di persone, crollano i profitti che possono diventare perdite, costringendo l’azienda a cambiare comportamenti o a chiudere.

    2. Ti rendi conto che quello non è boicottaggio…? Se non sei cliente dell’azienda, dire di boicottarla è ridicolo… Secondo la tua definizione stai boicottando qualsiasi azienda di cui non sei cliente e indovina un po’? Il fatturato dell’azienda non è variato minimamente: ti stai solo prendendo in giro…

      MRN

  5. Si Paolo Lorenzi peccato peró che i piloti hanno la responsabilitá, ogni anno, di trasportare migliaia di persone da un posto ad un altro e farle arrivare tutte intere! Nn voglio sminuire il lavoro di nessuno e concordo con te su tutto. Dico solo che una compagnia aerea responsabile e seria nn deve pensare solo al benessere e alla salute mentale dei suoi dipendenti ma anche e soprattutto ai milioni di passeggeri che le si affidano per i loro spostamenti!!! Trattare vergognosamente i propri piloti significa mettere a repentaglio la vita della gente. Questo nn è vergognoso ma criminale!!!!

  6. schiavismo 2.0… a loro va ancora bene perché non sono ‘merce’ rimpiazzabile in breve tempo… invece amazon, spedizionieri, commessi, precari oltre alle condizioni disumane devono stare zitti perché c’è la coda alla porta per un posto da schiavo… sinistra e sindacati?!? muti se non artefici o complici del continuo degrado a discapito delle masse per il profitto egoistico di pochi e già straricchi

    1. sinistra e sindacati a parte c’è la globalizzazione che tutti noi abbiamo accettato dal primo acquisto “made in China” per una semplice T-shirt per passare poi all’ultimo modello di TV, di auto, di cellulare, di elettrodomestici… fino ad arrivare alle squadre di calcio oramai in mano al sol levante.

    2. Loris Moreno Prezia cosa vorresti dire? solo quest’anno avro’ prenotato 10 voli con ryanair visto che mi parte da sotto (o meglio sopra) casa. Non tocca certo a me stabilire la loro politica sul personale.. certo che da una compagnia che macina utili nell’ordine delle centinaia di milioni di euro all’anno ci si aspetterebbe un trattamento dei dipendenti migliore.. ma se leggi degli stati (i.e. irlanda) o sindacati supini gli consentono di operare da “schiavisti” cosa possiamo farci?

  7. Conoscendo RyanAir da passeggero la cosa non mi stupisce.
    La compagnia tratta allo stesso modo i passeggeri
    Oltretutto alla fine risulta per voli normali più costosa delle compagnie “classiche”. La fortuna di RyanAir é che il cliente medio è tonto e confronta solo il costo nudo del volo tra RyanAir e Luftahansa/KLM/SAS/ecc. e non il costo totale del viaggio che RyanAir ti causa.

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