Belgio, il politico che minimizzava l’Olocausto è stato condannato a visitare un lager all’anno. E raccontarlo online.

Aveva messo in dubbio sul suo blog lo sterminio di massa degli ebrei nelle camere a gas durante la Seconda guerra mondiale. Ora è stato condannato a una pena che i giudici hanno ritenuto più educativa del carcere: una visita all’anno, per 5 anni, a un campo di concentramento. E il racconto dovrà finire di nuovo sul suo sito personale.

Laurent Louis, 37 anni, ex deputato belga del Partito popolare, formazione populista di destra, era stato condannato in primo grado nel 2015 a 6 mesi di carcere e 18mila euro di ammenda per negazionismo. Louis, infatti, aveva minimizzato il numero di ebrei uccisi nei lager nazisti nella Shoah. Nei giorni scorsi la Corte d’appello di Bruxelles ha sospeso la condanna al carcere, a patto che il politico visiti un campo di sterminio all’anno per i prossimi 5 anni. L’ex deputato – era in Parlamento fino al 2014 – potrà scegliere tra Auschwitz, Dachau, Treblinka e Majdanek. Come faceva quando voleva negare la portata dell’Olocausto, dopo le visite ai campi dovrà raccontare l’esperienza sul web.

Louis ha accettato la pena e ha dichiarato: “Finalmente qualcuno riconosce il mio talento di scrittore. A parte gli scherzi, oltre ad essere molto istruttivo sul piano umano, sarà un’occasione per denunciare i genocidi attuali“.

Non è la prima volta che una Corte emana una condanna simile: nel 2013 l’ungherese Gyorgy Nagy, il primo in assoluto ad essere condannato per il reato di negazionismo, oltre alla pena di 18 mesi di detenzione in carcere, è stato obbligato a fare visita ai campi di Auschwitz-Birkenau o al memoriale ufficiale alle vittime dell’Olocausto in Israele, Yad Vashem.

(fonte)


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