Ciao Dolly

Le parole più belle le ha trovate Anna Bandettini (qui):

 

E’ stata una persona importante per il teatro e la vita culturale milanese, che il pubblico non ha conosciuto, perché lavorava dietro le quinte. Dolores Redaelli è morta giovedì sera: era stata una delle colonne del Piccolo Teatro e, in anni più recenti, della Fondazione Gaber, ma era stata anche molto di più. Perché “la Dolly”, come tutti la chiamavano, era infaticabile e una appassionata: era lei che portava al Piccolo intellettuali, scrittori, politici, era amica degli artisti, da Mariangela Melato a Lucio Dalla, era una presenza attiva nella politica cittadina, a sinistra, e , non si sa come facesse, la vedevi da Emergency, da Smemoranda, all’Anteo, alla Fondazione de Andrè, perfino al Parenti o all’Elfo.

 

Al Piccolo era entrata nel ‘64, una ragazzina che arrivava dalla Cgil e al colloquio Paolo Grassi le disse ‘Lavorerai con noi per un mese’. C’è rimasta quasi 50 anni: contribuì alla nascita del decentramento teatrale, poi con Giovanni Soresi passò all’ufficio stampa, passò per successi, dolori, gioie e misteri del teatro prima con Strehler e poi Escobar e Ronconi. Nel’71 seguì la nascita del Teatro Canzone di Gaber: la loro fu una amicizia “per sempre” e quando lui morì, collaborò alla Fondazione con Dalia Gaberschik e Paolo Dal Bon che le è stato accanto fino alla fine. Mezza Milano conosceva “la Dolly”, ma solo pochissimi sapevano del tumore al pancreas. Da vecchia lombarda, impegno quotidiano, riserbo, nessun esibizionismo era la sua regola morale, al punto che c’era il mistero sui suoi anni che ora si dice siano 78. L’ultimo saluto sarà lunedì davanti al Piccolo di via Rovello 2, alle 14.30.


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