Tanto per capire di cosa si parla, la Casa Internazionale delle Donne

(da Repubblica)


 

Centri antiviolenza, visite mediche gratuite, assistenza legale e psicologica. Ma anche laboratori d’arte, seminari, mostre e attività per bambini. Da oltre 30 anni, la Casa Internazionale delle Donne di Roma, nel cuore di Trastevere, svolge una funzione sociale e culturale offrendo servizi e professionalità spesso inaccessibili o inesistenti altrove. Un patrimonio, anche storico, messo ora a rischio da una richiesta di rimborso immediata di 800mila Euro (un mese di tempo), da parte del Comune di Roma, proprietario dell’edificio. Un debito maturato negli anni dalla Casa che è stato oggetto di una lunga e delicata trattativa, iniziata sotto l’amministrazione Marino. “Il debito che ci viene attribuito – spiegano le responsabili della Casa – non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato un’interlocuzione con il Comune di Roma il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di 700.000 annui Euro.” Giovanna Olivieri, storica femminista e tra le fondatrici, ci fa da Cicerone per mostrarci da vicino cosa è stata, e cosa è ancora, questa realtà.


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23 Risposte a “Tanto per capire di cosa si parla, la Casa Internazionale delle Donne”

  1. pagano il 90% in meno…

  2. tanto per capire….chi paga i debiti?

  3. Tutti questa gente sbattuta sbattuta sui media dopo anni , prove zero ,e’ una vera e propria caccia alle streghe .

  4. Tanto per capire di cosa si parla caro Giulio Cavalli bisognerebbe raccontarla tutta, bisognerebbe anche dire che in questo luogo si fanno anche profitti privati come l’hostal e il ristro che sono quotati persino su trivago, oppure gli spazi che affittano x eventi, conferenze o i corsi ..tutto rigorosamente a pagamento. E persino le consulenze psicologiche e lavorative sono a pagamento, io non ci vedo nulla di sociale in tutto cio, tant’ è che anche la giunta Marino aveva preso accordi per un abbattimento dei costi purché cominciassero ad erogare dei veri servizi sociali ma questo non mi pare sia stato fatto. Questa associazione sarà anche nata con scopi sociali ma mi pare che con il tempo sia diventata qualcosa di diverso..quindi perche i cittadini di Roma dovrebbero accollarsi un debito di questa “associazione” che fa profitti privati?

    1. Concord o pienamente.Il problema è l’altisonanza dei titoli sulle testate giornalistiche di cui nessuno dei lettori si premura di approfondire.Ieri ho chiesto ad una della casa delle donne il motivi per cui il comune di Roma è impazzito sfrattando a random.Nessuna risposta!

  5. La questione non è la validità dei servizi resi. Questi sono ampiamente considerati dal Comune che ha fissato un canone d’affitto abbattuto del 90%, ripeto 90%, sul valore di mercato. Il debito dura da vent’anni, non da un mese, poiché non sono riuscite a pagare tutto l’affitto abbattuto richiesto, ma solo in parte. Allora è semplicemente che il Comune di Roma, ovvero i suoi cittadini che pagano le tasse, non possono permettersi una situazione così. Occorre trovare una soluzione più sostenibile per tutti. Senza drammi e demagogia. Si può.

    1. Il problema è che a Roma si sfratta. Ecco qual è la soluzione.
      Non frega a nessuno di trovare una soluzione alternativa!

    2. Fede, ma, mo a prescindere dal fatto che sia auspicabile trovare una soluzione, non credi che dopo vent’anni di debito il comune abbia tutto il diritto di sfratare?
      Pensa, se io (per assurdo) avessi portato avanti una situazione in cui il mio inquilino risultava moroso da vent’anni avrei pensato di avere tutto il diritto di sfrattarlo, specie se da quei soldi ne avrei potuto trarre un’utilità.
      Che poi se lo sfratto avviene e il posto potrebbe restare privo di tutti questi servizi e di molti altri se il comune non si premura di far sì che ciò non accada è un’altra storia.

    3. Io quello dico. Qua non si tratta di sfrattare un inquilino moroso da una casa privata. Ma sisfrattano associazioni che per decenni hanno fornito servizi che il Comune non è mai stato in grado di fornire. Per questo dico che non c’è un piano alternativo.

      Già ci sono stati in Comune tagli al sociale x 160mln di €

    4. Grazie che il Comune non è in grado di fornire certi servizi quei pochi soldi che dovrebbe avere gli sono negati.
      E comunque, giusto per dire, ci sono servizi che non sono sociali quindi non vedo perché i cittadini debbano accollarsi una spesa di tal genere

    5. Legalità senza giustizia non funziona. E dico in generale.

      A Tor Bella Monaca hanno chiuso una ludoteca per totale incapacità del Municipio (“Eh non c’erano iscrizioni”. Grazie al cazzo mica è una scuola!) e dopo mesi di appelli inascoltati le mamme dell’ R5 hanno occupato e riaperto la ludoteca. Altrimenti i bambini, che già vivono situazioni varie di disagio, sarebbero stati per strada.

      Di cosa parliamo? E a Roma ti potrei fare altri mille mila esempi. Perché il Comune per quello che vuole li trova i soldi. Per il sociale solo tagli e sfratti

    6. Impuntarsi su cosa è legale senza capire ciò che è giusto è miope, specialmente in una città come Roma al collasso sociale

    7. il binomio legalità e giustizia è inapplicabile alla casa Internazionale delle donne.

      L’esperienza (personale lì dentro) docet

    8. Vabbé mi pare evidente che non concordiamo. Buona giornata.

    9. Sarah Micheli Rakotondraibe chiudo dicendo che anche CasaPound sta in uno stabile occupato. Così per completezza di informazione.
      Ma mi rendo conto che è + facile prendersela con i poveracci a suon di manganelli e idranti

    10. E io chiudo dicendo che legalità e giustizia non possono avere due pesi e due misure. Altrimenti la locuzione la legge è uguale per tutti diventerebbe sempre più logora e abusata.
      Comunque quando vuoi (ma in privato e magari di persona) ti spiego perché la penso così sulla casa delle donne.
      Detto ciò, buona giornata

    11. Ma a Roma hanno proprio due pesi e due misure!!!
      Aspetto i manganelli su Casapound!

    12. Intanto hanno sfrattato Fratelli d’Italia da un bene archeologico, cosa che le benemerite amministrazioni di sinistra non avevano fatto. I due pesi e le due misure stanno nel voler guardare le cose ideologicamente e faziosamente.

  6. Dove sono spariti i soldi !
    Certo che l’Italia si preoccupa per la violenza sulle Donne !

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