Paradise papers: il vero “nero” di cui avere paura

Se cercate il nero che fa spavento lasciate perdere i disperati sui gommoni e concentratevi sulle casseforti in giro per il mondo. Nei Caraibi, ad esempio, ci sono i conti di quella Vitrociset che gestisce le reti della Polizia, del Viminale, della Banca d’Italia e che intanto gestisce i soldi come una Banda Bassotti qualsiasi.

Ci sono i conti di società che fanno riferimento alla famiglia Bonomi, che qui da noi domina nella campo delle video lotterie e delle slot machine.

C’è la tesoreria della congregazione dei Legionari di Cristo, che evidentemente compiono miracoli quando c’è da inventare il modo per evadere le tasse.

Ci sono i fondi della Regina Elisabetta.

C’è Shakira, in buona compagnia di etichette e produttori musicali.

C’è il Presidente Usa Trump (che ogni giorno riesce a emulare sempre meglio il nostro Berlusconi, anche nella gestione del “nero”).

C’è il re del gas Leonid Mikhelson, uno degli uomini più potenti di Russia, vicinissimo a Putin.

E poi altre centinaia di nomi.

Tutti belli, ricchi e talvolta anche razzisti con la disperazione degli altri. Quella stessa disperazione che spesso è figlia anche del nascondimento illegale delle proprie fortune.

Ma qui si continua ad avere paura del nero. Sbagliato.

Buon lunedì.

(continua su Left)

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