Perché E/O (l’editore di Elena Ferrante) ha detto no a Amazon

La lettera con cui le Edizioni E/O dicono no a Amazon non è solo una questione editoriale ma pone interrogativi ben più ampi. Per questo vale la pena leggerla. E discuterne. Eccola qui:

Da anni ormai Amazon è diventato il più grande negozio on-line di libri (e non solo) nel mondo. Ovunque tende al monopolio e in alcuni paesi già controlla la maggior parte del mercato. Ha creato occupazione, ma ha costretto alla chiusura tantissime librerie (con conseguente perdita di posti di lavoro). Numerose testimonianze giornalistiche documentano le cattive condizioni di lavoro nei magazzini del colosso on-line. Attualmente è in corso un’agitazione sindacale nel magazzino di Piacenza a causa delle condizioni di lavoro che i sindacati definiscono “insostenibili” e Amazon non si è neppure presentata all’incontro di mediazione convocato in Prefettura.

La chiusura delle librerie causata dalla concorrenza spietata di Amazon significa anche impoverimento economico e culturale del territorio: vengono a mancare essenziali luoghi di ritrovo e di cultura. Molti consumatori però accettano Amazon per i suoi prezzi (in genere più scontati quando le leggi nazionali lo consentono) e per l’efficienza. Abbiamo visto con quali conseguenze per le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti e per l’impoverimento del territorio, Amazon riesce a ottenere questa efficienza.

I suoi prezzi spesso vantaggiosi sono il risultato di una politica che a volte è arrivata ai limiti del dumping (vendere a prezzo minore o pari a quello d’acquisto dai fornitori); di una frequente elusione delle tasse (nell’ottobre 2017 Amazon è stata condannata dalla Commissione Europea a pagare alla UE 250 milioni di tasse non versate; “¾ dei suoi profitti non sono stati tassati”, ha denunciato la Commissione); di condizioni economiche inaccettabili richieste agli editori.

Noi siamo appena stati oggetto di tali richieste. Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro “quota” del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice. Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l’acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino. (Attualmente sul loro sito i libri E/O cartacei sono in vendita solo attraverso soggetti terzi, quindi a condizioni più sfavorevoli per tempi di consegna e per costi di spedizione addebitati al cliente).

A questo punto i consumatori potrebbero dire che si tratta di negoziazioni tra imprese e che a loro interessa solo avere un buon prezzo e un servizio efficiente. Il nostro punto di vista è che siamo in presenza di un’azienda che tende pericolosamente e con parziale successo ad avere una posizione dominante nel mercato del libro, sicuramente per quanto riguarda il settore dell’e-commerce. Quindi non un’azienda qualsiasi, ma QUELLA che potrebbe in futuro essere l’unica (o quasi) venditrice di libri. È evidente che il pericolo per la libertà di espressione è reale, costante e quotidiano. Inoltre le case editrici hanno bisogno di margini economici sufficienti per investire nella ricerca di nuovi autori e di nuove proposte. Se questi margini vengono troppo erosi, le case editrici rischiano di sparire (assieme alle librerie, agli autori e a tutto il mondo del libro).

Per questo abbiamo detto NO. Per questo chiediamo il vostro sostegno di lettori, di cittadini che non possono ridursi a essere solamente consumatori ma sono consapevoli di essere anche parte di un territorio (che non può essere desertificato), lavoratori e soggetti degni e liberi di una comunità plurale.

Sandro Ferri, Sandra Ozzola
Fondatori delle Edizioni E/O

(fonte)


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14 Risposte a “Perché E/O (l’editore di Elena Ferrante) ha detto no a Amazon”

  1. Se un libro esiste in commercio la libreria te lo procura. Inoltre in libreria ti sanno consigliare, incontri autori e altri lettori.
    A Milano c’è, ad esempio, La Scatola Lilla di Cristina Di Canio
    Che poi, io che faccio la fiorista da 14 anni, lavoro con Interflora e ho sempre consegnato anche ordini arrivati in giornata, ma pago le tasse e nessuno mi sfrutta.
    Non fatevi fregare, Amazon offre un servizio di cui in realtà non avete bisogno.

  2. Sono solidale da prima che servisse. Mai usato Amazon. In libreria ci vado, meglio se indipendente. E meglio se il libraio è simpatico. Compro quel che posso quando posso e in casa ho ancora molto da leggere visto il poco tempo che condizioni di lavoro simili a quelli dei dipendenti Amazon ci lasciano… questo orrendo sistema va sovvertito

  3. Uno o due libri al mese, solo in libreria, con tanto di tessera raccogli punti.

  4. oramai acquisto libri quasi solo su amazon. ne spiego le ragioni: sono tra i così definiti lettori ” forti ” , posso arrivare a 50 libri l’anno.soprattutto saggi, libri fuori catalogo, amazon mi permette una ricerca accurata e trasversale, utilissima, e una reperibilitá immediata. oltre alla consegna a casa, i libri pesano. non lo faccio per il prezzo. preferisco comunque amazon alla grande distribuzione libraria, dove non trovo mai niente e vedo solo libri pilotati in bella vista. frequento e acquisto invece nelle piccole librerie indipendenti titoli di case esitrici tipo e/o. lo so, è un problema garantirne la sopravvivenza. vedrò di impegnarmi di più .

  5. Bravi! Comprerò di più i vostri libri.

  6. Chi compra comodamente un libro da casa non è un lettore. Il libro si acquista in libreria, si tocca, si annusa, si sfoglia delicatamente… con il libro deve nascere un feeling.
    La colpa è nostra e non mi riferisco solo all’acquisto dei libri.

  7. bè noi piccoli negozianti siamo messi in ginocchio dai centri commerciali, io sotto natale chiudo, riapro il 26 tanto non si lavora, ormai anche i supermercati vendono tutto, le coop, le esselunghe, quando avranno bisogno di un rotolo di carta igienica sotto casa non la troveranno più, useranno le mani

  8. Su tre libri ordinati su amazon, me ne è arrivato uno dopo due mesi… mai più… bye bye amazon

    1. Poi perché scrivere al risparmio.

    2. Egregio sig. Del Fiore, la e/o è una casa editrice italiana importante, anche se non è un colosso ( come Mondadori, per intenderci ). Pubblica autori stupendi, fra cui la mia amatissima Elena Ferrante.

    3. Scendi dall’albero Del Fiore e leggi qualche libro ogni tanto, rallenterai la demenza senile.

    4. Angela Pan Montobbio scusa però risposte così non mi sembrano necessarie….

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