Intanto Israele lancia il suo ultimatum ai migranti

A proposito di destrismi che inquinano il mondo, solo che di Israele, chissà perché, se ne lamentano sempre in pochi:

Lasciare il Paese per sempre oppure affrontare il carcere a vita. È l’ultimatum israeliano ai migranti che sono riusciti a rifugiarsi sul suolo ebraico. Ai 40mila profughi africani rimangono tre mesi. A chi se ne va nei prossimi novanta giorni verranno dati 3500 dollari, per tornare in patria o andare in altri paesi. Arrivano da Eritrea e Sudan, ma alcuni di loro ora potrebbero finire in Ruanda. Accadrà dopo l’annunciata chiusura del centro Holot nel deserto del Negev, per la gestione di quelli che lo Stato chiama “infiltrati” e non migranti, profughi o rifugiati. Ce ne sono 1420 nella struttura, 38 mila nel paese e sono arrivati scappando sulla sabbia bollente del deserto in fuga dalla guerra. Eppure Israele li considera migranti economici, perché sono entrati nel paese illegalmente e non li accetta per “preservare il carattere ebraico dello Stato”.

Lo stato dell’Africa orientale, il Ruanda, ha acconsentito ad accettarne diecimila, se Israele pagherà 5mila dollari per ogni profugo che verrà rispedito indietro. L’ong Hotline for Migrant Workers ha già documentato che cosa succede a chi decide di assecondare la scelta e tornare in Africa: minacce e morte. Amnesty International e l’Associazione per i diritti umani hanno mandato una lettera per chiedere di mettere fine alle espulsioni: “il Ruanda non è uno stato sicuro, chi vi arriva si trova senza status e senza diritti, esposto a rapimenti, tortura, traffico di esseri umani, minacce”. Filippo Grandi, Alto Commissario per i rifugiati alle Nazioni Unite, ha ricordato che questo piano viola la legge nazionale ed internazionale e che “Israele ha una dolorosa storia di migrazione ed esilio. Le nuove generazioni non devono dimenticare che i rifugiati non scappano per scelta, ma perché non hanno nessuna altra scelta”.

(fonte)


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18 commenti su “Intanto Israele lancia il suo ultimatum ai migranti”

  1. Leggevo fella denuncia di fiano e bussolati contro i manifestanti del 9 dicembre pro Palestina pe frasi di incitamento all’odio e mi chiedo se sia lecito aspettarsi denuncia politica internazionale contro il genocidio del popolo palestinese e oggi apprendo da te dei crimini contro l’umanità perpetrati a suon di soldi con respingimenti concordati con dittatori. Forse no, dato che anche il governo italiano si è accordato coi trafficanti di uomini. Probabile allora che si tratti di campagna elettorale, di voti. Insomma ciascuno cura gli interessi dell’elettorato cui si rivolge.

  2. “Per preservare il carattere ebraico dello Stato”… VA SCRITTO A CARATTERI CUBITALI. Altro che vittime della storia: non hanno imparato nulla dalle leggi razziali, anzi le avvallano!

    1. Di ritorno ora dalla Palestina. Visitato campi profughi e villaggi e muri. Non si possono proprio chiamare lager ma ci vanno molto vicino. Acqua ed elettricità razionata, cambio delle ambulanze ai check point, soldatini diciottenni armati fino ai denti ad ogni angolo di strada. Sono nazisti. Il progetto è di espellere quanti più Palestinesi “Per PRESERVARE IL CARATTERE EBRAICO DELLO STATO”. Figuriamoci i migranti. D’altronde discriminante al loro interno gli ebrei etiopi ed altre minoranze. E però facciamo passare l’idea che sono una democrazia. Toccherebbe a noi squarciare il velo.

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