Diario di campagna (elettorale, anzi meglio: culturale)

Una campagna culturale prima che elettorale. In un momento in cui tutti sfruttano la polarizzazione per farsi notare, succubi della propria incapacità di governare la complessità, diventare estremisti non è solo un patologico fascismo di ritorno ma è anche il modo più comodo per non doversi applicare sui temi di governo eppure fare un po’ di rumore.

Non si tratta solo di antifascismo come priorità da ripetere sempre, ovunque, casa per casa, senza arretrare di un centimetro: questi pochi giorni di campagna elettorale sono soprattutto l’occasione per ribadire un manifesto culturale che sovverta davvero i valori in campo. Non sbaviamo per i forti, non aneliamo a spericolati salvatori, non invidiamo gli imprenditori corsari, non abbiamo bisogno di salvatori e non tariamo il Paese sulla sua (discutibile) classe dirigente. Ci interessano piuttosto i diseredati, gli oppressi, quelli che hanno una prospettiva che non dura più della fine del mese, chi ha un lavoro che dura fino al prossimo sms, coloro che non sono niente perché non hanno niente e li vorrebbero convincere di essere inutili. Fare pagare più tasse ai più ricchi, ad esempio, è terribilmente popolare nonostante quelli strillino ogni volta che si prova a dire.

È una campagna culturale perché il nostro ruolo è (soprattutto questo): invertire la prospettiva oltre a rifiutare quella che ci viene imposta con la ripetuta bugia che non esistano alternative possibili. Ed è quello che nella nostra piccola campagna d’inverno stiamo facendo nel mio collegio elettorale di Monza: invertire la rotta, oltre a raccogliere voti. Lo facciamo per strada (domani e dopo domani ci trovate nei mercati cittadini), lo facciamo nelle serate (ieri con Laura Boldrini eravamo a Paderno Dugnano, domenica con lei e Onorio Rosati saremo a Cinisello Balsamo, l’agenda sarà aggiornata a breve qui) e lo facciamo sui nostri canali (e dove raramente ci danno voce).

Se volete aiutarci, partecipare, sapere qualcosa scrivetemi.

Se volete sostenerci il conto corrente della nostra campagna è qui: iban IT30Q0558433470000000018002 (Banca Popolare Milano intestato a Leonardo Salerno mandatario elettorale campagna Giulio Cavalli elezioni politiche 2018)

C’è molto da fare, insomma.


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2 Risposte a “Diario di campagna (elettorale, anzi meglio: culturale)”

  1. Trasmettete tristezza solo a guardarvi , se poi si leggono le nullità che raccontate addio….mi diverto a leggere anche il nulla ,cosi per rafforzare sempre di piu la convinzione dei mie ideali veri e concreti e non astratti come i vostri , grazie per convincermi sempre di piu a stare dalla parte giusta , dalla parte di Matteo Salvini!!!

    1. Giulio Cavalli dice: Rispondi

      Torna a fotografare gli uccellini. Ti viene meglio.

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