La dignità è Possibile

Mi spiace molto leggere in rete tutta questa sperticata ironia sulle dimissioni che Civati oggi ha rassegnato durante gli Stati Generali di Possibile. Mi spiace anche vedere la comunità di Possibile (perché sì, è un partito, una comunità, un luogo di talenti e intelligenze e di rapporti umani oltre che politici e ha i “pochi” iscritti di qualche partito che qui da noi viene invece preso terribilmente sul serio) relegata alle descrizioni di chi la vorrebbe disegnare come un’accolita di “amici di Civati” proprio mentre in giro i partiti si sono involuti in bande di sgherri al servizio del loro padrone. Oggi io invece avrei voluto esserci, a Bologna, avrei voluto non essere incastrato con il lavoro perché Pippo ancora una volta ha dato una lezione di dignità. Si è dimesso senza sventolare addii che poi vengono prontamente ritirati come un bonifico qualsiasi; ha ammesso colpe (molte non sue) e si è scusato con gli elettori, mica solo con i suoi elettori; si è caricato sulle spalle (sulle sue spalle) gli sbagli di tutta la dirigenza (e di solito si fa il contrario) e la classe dirigente di Possibile (“esiste una classe dirigente di Possibile?” chiede ironico qualcuno: sì, anch’io, ad esempio) gli ha rinnovato il vincolo di fiducia decidendo di dimettersi in blocco.

Poi, ancora una volta, Pippo ha spiegato con toni seri tutto quello che è successo in questa (brutta) campagna elettorale di Liberi e Uguali senza troppa falsa cortesia ma senza rancore. Dalla compilazione delle liste (siamo seri, basta la sua mancata elezione per capire il gioco) fino al fallimento comunicativo di chi ha avuto ruoli e spazi di primo piano Liberi e Uguali ha inanellato un’incredibile serie di errori che sarebbe troppo comodo considerare semplici gaffes.

«Con questo tracollo sono caduti anche tutti gli alibi, è finita la sinistra che fa la destra e anche la sinistra con gli occhi dietro la nuca. Il futuro è di chi sarà capace di pensare qualcosa di completamente nuovo e universale.», ha detto Civati nella sua relazione. E poi: «Ora però il punto non è ripartire, che saranno millemila anni che la sinistra riparte. Da cosa? Il punto è azzerare tutto. Questo il senso delle mie dimissioni, contestuali a quelle del comitato organizzativo.»

Si può dire tutto, insomma, ma la serietà è Possibile. Può non avere funzionato (e magari non funzionerà) ma già così è una pratica praticata, in mezzo alle parole. E io (che di Pippo mi ritengo amico, prima che compagno politico) anche oggi lo riconosco.

 


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61 commenti su “La dignità è Possibile”

  1. Anche se non ho votato per Liberi e Uguali (in particolare per elementi davvero poco credibili che invece ci ritroviamo ancora in parlamento) mi spiace molto che Civati non sia passato. Lui avrebbe meritato e invece sono andati avanti i soliti noti furbacchioni. Forse cominciare da zero significa anche lasciare alle spalle chi da bravo mistificatore non è mai stato di sinistra per quanto ancora adesso vorrebbe appire tale. “Liberi” sarebbe più credibile se si avesse il coraggio di liberarsi dalla zavorra

  2. La dignità di Civati non è mai stata in discussione. La sua serietà altrettanto. Invece sbaglia profondamente la vision, la strategia e la comunicazione. Non perché le sue idee siano sbagliate, ma perché non sa leggere (come tutta la sinistra) i tempi moderni. Ha ceffato i tempi e i modi di ogni singola azione politica da due/tre anni a questa parte. Un politico deve attrarre consenso e deve farlo consapevole dell’elettorato che ha di fronte. Lui si è occupato benissimo delle idee, dei valori, dei contenuti. Ma non lo ha fatto nel modo che elettoralmente porta voti.
    Prenderne atto lo consegna ai pochi che meritano una seconda chance a patto che la seconda chance non sia la copia della prima. Oggi il PD avrebbe bisogno di persone come Civati…
    In bocca al lupo.

  3. Condivido le tue parole Giulio e l’assunzione di responsabilità di Pippo non mi sorprende. Era scritta nei suoi occhi già nei giorni precedenti le elezioni, qando a mia figlia 14 enne ha firmato il nuovo libro le ha detto:”voi siete l’unica speranza per questo Paese, ti faccio i miei auguri perché sarà dura”. La verità è che tu, Pippo e tutti quelli che in questi tre anni hanno gettato il seme della speranza per una società più equa, più giusta, più vera, non potete lasciarci orfani proprio adesso che abbiamo capito ciò che non dobbiamo essere. Coraggio.

  4. Condivido con tristezza tutto ciò che é contenuto in questa amara riflessione, ma nello stesso tempo CONFIDO in un futuro POSSIBILE. Non vedo altro a cui potermi riferire e in cui credere, se non lo stile di Civati e del suo gruppo. Il fallimento è stato causato dall’illusione di tutti noi che unificare più gruppi (purtroppo con personaggi e intenzioni DIVERSI) permettesse di portare una voce LEALE, ONESTA e di SINISTRA in Parlamento. Come al solito prevalgono i CALCOLI e le strategie di qualcuno… Ho visto gli esiti anche come una mancanza di rispetto per un gruppo di persone, di politici, idealmente convinto e disinteressato. Certi giochi di potere sono evidentemente più forti della passione politica. Riprendendo la strada del Brancaccio forse questa idea Possibile può sperare di ritornare a crescere. In bocca al lupo a tutti.

  5. E’ fallito il centrosinistra, è fallito il liberismo, bisogna mettere in primo piano i diritti sociali e ridiscutere i diritti civili, la modalità organizzativa deve essere orizzontale, un portavoce e gli iscritti, la sovranità è dell’assemblea.

  6. Civati è persona seria e profonda, qualità rare e fuori corso, purtroppo. Eppure di Civati abbiamo e avremo bisogno quando ci sveglieremo dal torpore della chiacchiera.

  7. In rete si legge di tutto, spesso è più uno sfogatoio che un luogo ove realmente si riscontra il “sentire” della gente. Detto ciò, se un politico fallisce si dimette ed è normale e giusto che sia così, non diventa una perla solo perché altri fanno i ganassa. Ha fatto una cosa assolutamente normale non vedo la necessità di tanto riconoscimento. Non ho mai sentito, neppure lui politico di sinistra intervenire sulla seguente norma in vigore dal 1996!!!
    Il sistema di calcolo esclusivamente contributivo che non prevede un eventuale integrazione al trattamento minimo della pensione, come regolamentato dall’art. 1, comma 16 della legge n. 335/1995. Testualmente: “alle pensioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo non si applicano le disposizioni sull’integrazione al minimo.” Cioè la pianificazione di una società di poveri e la negazione di una forma di assistenza!!!!!

  8. Oggi ho visto la sofferenza di una persona che non lo merita e questo non è accettabile; non lo è soprattutto se quella persona si è spesa e si è caricata sulle spalle colpe non sue mentre molti di coloro che accusano sono stati comodamente seduti in poltrona. Grazie Pippo; la sofferenza che oggi ho visto mi ha fatto male.

  9. C’è qualcosa di buono anche fuori da Possibile e probabilmente contemporaneamente non sono tutti nemmeno puri dentro possibile. Abbiamo davanti delle sfide che sono montagne e pensiamo di affrontarle rintanandoci al caldo delle nostre convinzioni e verità assolute… non so io dico solo che nella battaglia per un nuovo partito vi vorrei al mio fianco

    1. Un suicidio per tutti. E io parto dall’idea che non avrebbe dovuto uscire dal pd, ma combattere dall’interno. Invece si è fatto persuadere dalle sirene della purezza, autodistruggendo delle forze che avrebbero potuto dare peso alla sinistra nel pd.

    2. Ida Fazio che noia! siete tutti uguali , piddini fatti con le formine. Tutti con la stessa spocchietta, tutti senza colpe ne’ responsabilità…
      tutti con le risposte preconfezionate: ma perché non ragionate serenamente e senza questa stupida acrimonia? ormai è noia..e anche basta, no?

    3. Ida Fazio mi disturba quel “sirene della purezza” riferito a chi ha trovato la forza di uscire da una insopportabile aria di oligarchia che era il PD di Renzi.
      Ci vuole coraggio e ci vuole una dirittura morale che si ritrovano intatti nei comportamenti di Civati e dei moltissimi che in LeU avevano sperato di trovare casa. Dunque rispetto, si chiede, e non critiche inutili. Mi sembra che a “sirene” siano messi bene i molti orfani del fanciullo di Rignano e del suo giglio che tanto magico non è stato.

    4. Concetta Masseria non ti arrabbiare. Ho sempre rispettato Civati, lo seguo su Facebook e sul suo blog. Semplicemente non ho apprezzato, o condiviso se preferisci, il suo percorso. Che sicuramente ha avuto bisogno di forza e rettitudine, ma nei fatti ha portato alla sconfitta e all’irrilevanza le sue idee e le sue pratiche. E quindi mi ha delusa e ha privato la sinistra di una forza secondo me utile e positiva. Non penso si debbano condividere necessariamente le decisioni di una persona, di un politico che si apprezza. Si possono anche criticare, cosa che mi sento libera di fare proprio perché non appartengo a nessun partito, sono una persona che si considera di sinistra e vorrebbe che idee buone avessero buone gambe e possibilità di incidere.

    5. Roberto Fregiari : fan di renzino, per caso? Sa che non si percepisce?
      Guardi che basta questo vostro tono spocchioso a tradirvi!
      Perché non comincia Lei a guardarsi allo specchio? trovera’ una bella sorpresa!

    6. Concetta Masseria come sa, su facebook si possono leggere le modifiche, basta cliccare su “modificato”. L’unica mia modifica al commento in questione è stato aggiungere una “a” alla parola “cos”, per farla diventare “cosa”. Un errore di battitura. Quindi si dia una calmata, non è “abilmente modificata”, ma, a un minuto di distanza, la parola “cos” è stata corretta in “cosa”. Penso proprio che dovrebbe verificare la cronologia delle modifiche e anche, con un pò di onestà intellettuale, scusarsi.

    7. Ida Fazio usa sempre questi toni? sempre in cattedra? Si rilassi , Le assicuro che non ho proprio voglia di polemizzare e tanto meno di scusarmi per questo elenco di quelli che Lei , con spietata matita rossa e blu, considera disattenzioni gravi. Penso che stia esagerando con questa puntigliosità, e mi creda, sono attentissima nell’uso delle parole perché non debordino nell’acrimonia e nella provocazione.
      Sogni d’oro!

    8. Concetta Masseria non mi piace essere accusata di manipolazione, tutto qui. Quando non è vero. Mi ripugna la falsità. Non si tratta di parole, lei mi ha accusata di avere “abilmente modificato” un commento. Cosa falsa. E mi chieda scusa per un’accusa inventata, grazie.

    9. Ida Fazio è veramente fastidiosa questa Sua insistenza e, francamente, la trovo infantile: non ho nulla di cui scusarmi e adesso questa insistenza è diventata stucchevole. Le ho augurato una buonanotte, ecco faccia un bel sonno. E la smetta di importunarmi, grazie!

  10. Ho sempre avuto tanta stima di entrambi, Civati e Cavalli. E tantissima dei compagni di Possibile che ho avuto la fortuna di conoscere. Ma adesso mi chiedo, ma come vi è venuto in mente di lasciare il Brancaccio per mettervi in mano a 4 piddini ridipinti di fresco? Come avete anche solo potuto pensare di non soccombere nel loro abbraccio mortale?

    1. Nessuno ha “lasciato” il Brancaccio. Forse basterebbe pensare che Anna Falcone era in lista per rendersene conto. Il Brancaccio è stato affossato da altri. Gli stessi che (faccio il profeta) forse già oggi affosseranno PaP.

    2. Giulio Cavalli ti sei risposto da solo. Il problema di LeU è come ha trattato Possibile, come ha fatto le liste. Siete voi per primi che dovreste essere indignati.
      Qui siamo di più di quanti c’erano quando abbiamo iniziato.
      E ripartiamo con 3 donne sul palco.

    3. Raga, per ora qui si va avanti con abbracci, applausi e standing ovation.
      Al bar sono finiti i panini, ma manco questo ci ha divisi.
      Poi, ve lo dico, tifare per la fine di Potere al Popolo è da sfigati.

    4. Io direi che la storia del Brancaccio è molto chiara, io rifiuti di farne parte quando lo slogan era ” solo movimento civico ” ma in pratica tutte le figure organizzative avevano in tasca una tessera di partito riconducibile “ad unico partito” . Io sono stata attivista con possibile e ho lasciato dopo aver capito il gioco di Mdp -Art1, nella formula LeU, oggi mi impegno con Pap perché ritrovo in jè so pazzo lo spirito puro del mutualismo e la ricerca dell’equita sociale, non credo che Giulio Cavalli si sbagli in merito alla profezia, ma credo che bisogna tenere duro e lottare per ciò in cui si crede, che magari tali soggetti alla fine comprenderanno che, l’unico posto utile dove attaccare il proprio cappello, sia la parete dei ricordi. Credo che tutti dovremmo imparare a fare ciò che è giusto non ciò che conviene, e qui , in questo post ( comunicato) a mio modestissimo avviso, non andava fatta propaganda competitiva, perché credo che ci sia un tempo e un luogo per tutto e non era questo.

    5. Giulio Cavalli io l’ho detto in tutte le salse che mdp non aveva aderito al Brancaccio. E Falcone ha fatto un bruttissimo gioco. Ma mi hanno dato della livorosa. Tu avevi visto giusto

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