Tutti così zitti che tocca dare ragione a Salvini

«L’indipendenza della Catalogna è probabilmente una cattiva idea, certamente va contro gli interessi della più ampia nazione spagnola e molto probabilmente contro gli interessi della stessa regione. … Madrid deve iniziare a parlare con i suoi avversari e smettere di cercare di incarcerarli.» A scriverlo è Jean Paul Goujon sul Times, non proprio un pericoloso quotidiano progressista.

C’è l’ex presidente arrestato per «ribellione, sedizione e malversazione per l’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna» (che scritto così sembra un reato da cartone animato), vi è il mandato d’arresto europeo per Meritxell Serrat, Toni Comín e Lluís Puig e Clara Ponsatí; ci sono decine di arresti; c’è la repressione e soprattutto, manca la politica.

Ma sulla questione catalana (ma va?) continua a pesare anche il silenzio dell’Europa che sembra avere definitivamente deciso di di disinteressarsene. «Se permettessimo alla Catalogna di separarsi – e comunque non sono affari nostri – altri faranno lo stesso. Non voglio che succeda. Non mi piacerebbe che tra 15 anni avessimo un’Unione Europea con 98 stati», aveva dichiarato già lo scorso ottobre Jean-Claude Juncker. E quindi a posto così.

Per farla breve: il premiere spagnolo Rajoy è riuscito a infiammare il movimento indipendentista catalano (pacifico, popolare e con una grande capacità di mobilitazione) preferendo la repressione giudiziaria alla soluzione politica. L’Europa tace. L’Italia tace. E tutto intorno c’è tanto silenzio e tanto immobilismo che addirittura risultano sensate le parole di Salvini che chiede il dialogo piuttosto che le manette. Tutti talmente pavidi che alla fine tocca dare ragione Salvini.

Buon mercoledì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2018/03/28/tutti-cosi-zitti-che-tocca-dare-ragione-a-salvini/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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