Tanto tuonò che governo

Dai che forse ce l’hanno fatta. Hanno trovato la quadra per mettere in piedi un governo. E fa niente che fosse la prima ipotesi percorsa, quella che poi è stata sputata, vomitata e ripetutamente offesa come “errore da non ripetere” con reciproci scambi di accuse per cui la Lega era schiava di Berlusconi secondo il Movimento 5 stelle e il Movimento 5 stelle era una manica di incapaci secondo la Lega. Ora hanno fatto pace, ritirato tutto. E hanno fatto un governo per suggellare la ritornata amicizia.

Dai che forse ce l’hanno fatta. Avrebbero voluto “fare fuori” Silvio Berlusconi e invece hanno trovato questa comoda via d’uscita per cui sarà Berlusconi stesso a tenere in mano i voti per governare (o per fare cadere il governo da un giorno all’altro) rendendolo improvvisamente protagonista dallo scarto periferico che era. L’amichevole astensione di Berlusconi (indispensabile per governare) è ritenuta potabile. Così è se vi pare. Lui sembrava finito e invece ancora una volta è indispensabile. E ancora una volta c’è qualcuno che crede al fatto che sia disposto a rimanere periferico. Beati voi.

Dai che forse ce l’hanno fatta. Ci hanno provato con la Lega. Poi sono andati dal Pd dicendo che con la Lega ormai «il forno era chiuso» e poi sono tornati dalla Lega. L’importante è «mettere in piedi un governo», dicono. Benissimo, ora capiremo come sia possibile trovare una sintesi tra i poli opposti. Come se fosse tutto uno scherzo.

Dai che ce l’hanno fatta. Alla fine più di tutto è contata la paura di tornare alle elezioni, come nei Parlamenti poltronifici che si rispettino dove ciò che conta è soprattutto non rischiare di perdere il posto. L’autopreservazione è il primo punto del programma, la preservazione e lo sviluppo del Paese vengono solo dopo.

Ma c’è una cosa, più di tutto, che ora conta: il governo, appunto. Che è cosa ben diversa dalla propaganda e dalla campagna elettorale. Ora aspettiamo con ansia la soluzione di tutti i problemi e di tutte le emergenze che sono state sventolate (spesso a caso) in questi ultimi anni. Ora c’è da fare politica che è cosa ben diversa dalla propaganda. Ma soprattutto ora c’è da dirigere, oltre che fregiarsi di essere classe dirigente.

Buon giovedì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2018/05/10/tanto-tuono-che-governo/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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