Inetti (ma “del cambiamento”) e pronti a sostenere una tesi e il suo contrario

Forte, il Di Battista: riuscirebbe a sostenere una tesi e il suo contrario nel giro di poche ore con la stessa identica foga e così basta guardarselo per qualche minuto durante un suo comizio (a proposito: qualcuno si ricorda un atto parlamentare degno di nota, una proposta di legge, un qualsiasi intervento non comiziante degno di nota?) per capire che l’uomo che si schiantava contro Salvini “cazzaro verde” oggi dice di essere d’accordo con Toninelli (che non esiste, quindi con Salvini). Tra i punti da sottolineare c’è l’umile affermazione di essere “l’unico che ha letto la sentenza Dell’Utri su Berlusconi” (e chissà cosa ne dicono i pm di quel processo e cosa ne dicono i poveri stronzi sotto programma di protezione da una vita, a saperlo che bastava Di Battista…) e la tiepida affermazione “io ho lavorato in Africa per una vita” (detto testualmente così). Eccolo qui:

Però vi diranno che Di Battista ormai non c’entra già nulla e allora forse vale la pena vedere i protagonisti del governo del cambiamento: all’Interno, ad esempio, come sottosegretario c’è Carlo Sibilia (ci sarà tempo per parlare degli altri). Carlo Sibilia è quello che il 20 luglio del 2014 twittò letteralmente:

“Oggi si festeggia anniversario sbarco sulla . Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa…”.

Carlo Sibilia è quello che il 26 novembre del 2011 sulla piattaforma del M5s propose una legge per legalizzare unioni “di gruppo”, e “tra specie diverse”.

C’è Maurizio Santangelo, neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, che scrisse “Con un po (testuale, senza apostrofo) di impegno l’Etna risolverebbe tanti problemi dell’Italia”.

C’è l’onorevole Gianluca Vacca che de l’Unità scrisse “è tornata a infangare le edicole. Le discariche sono sature, non c’era bisogno di nuova spazzatura”.

C’è il nuovo sottosegretario Claudio Cominardi che alla Camera ci svelò che la strage di Piazza della Loggia fu “un complotto di Bilderberg”.

Non conta più nulla: quello che hai detto, quello che hai fatto, ciò su cui hai giurato, le cazzate che hai scritto scivolano in scioltezza in nome della speranza e del “lasciamoli lavorare”. Un Travaglio ci avrebbe costruito una letteratura sull’inettitudine e le contraddizioni di un governo del genere. Solo che si è già giocato il jolly.

Buon mercoledì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2018/06/13/inetti-ma-del-cambiamento-e-pronti-a-sostenere-una-tesi-e-il-suo-contrario/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

Una risposta a “Inetti (ma “del cambiamento”) e pronti a sostenere una tesi e il suo contrario”

  1. Giuseppe Giovanni Pirrone dice: Rispondi

    Ti seguo e ti stimo da tempo e dico che è tutto giusto, però dico anche: per la prima volta c’è, in carica, un governo senza inquisiti e la cui forza di maggioranza è un movimento politico che, se sbaglia, lo fa in buona fede, non ruba e non è colluso con la criminalità organizzata. L’Italia ha, forse, qualche altra speranza? Se si riandasse alle urne e tornassero a governare (si fa per dire) Berlusconi, Renzi & c. cosa diremmo? Cosa potremmo fare? Quindi anch’io dico, pur non provando alcuna simpatia per Salvini (anzi, semmai è il contrario), lasciamoli lavorare: se faranno almeno una parte di ciò che hanno promesso (il M5S intendo), come la legge anti-corruzione, la legge sul conflitto di interessi, leggi severe contro mafiosi ed evasori fiscali, le nomine Rai, oltre al reddito di cittadinanza e, magari, qualche altra cosa che ora non ricordo sarà comunque un qualcosa di straordinario visto che veniamo da oltre vent’anni di nulla, anzi, di porcate (leggi pro ladri, pro corrotti, pro mafiosi ecc.). Si tratta di scegliere non il meglio ma il male minore? Visto che siamo ridotti così, non resta che scegliere il male minore, sempre meglio del peggio del peggio da cui veniamo.

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