A proposito della retorica su Salvini e di questo feticismo sui “grandi comunicatori”

“Dobbiamo imparare e insegnare a leggere all’istante la comunicazione non-verbale dei potenti, dei politici, degli additatori di capri espiatori. Spendono milioni in marketing politico, social media management, costruzione del personaggio, ma su quella non possono mentire”: un grande lavoro di Wu Ming su twitter, utile per tutti quelli che hanno bisogno della scusa del grande comunicatore quando vengono sconfitti dall’avversario politico e soprattutto sulla cosiddetta bravura di Salvini di cui scrivono orgogliosi scanzonati mentori del grillismo che era di sinistra e ora gli tocca Salvini (e che si sono innervositi per un mio piccolo pezzo su Linkiesta). Non c’è altro da aggiungere. Eccolo qui:


25 pensieri su “A proposito della retorica su Salvini e di questo feticismo sui “grandi comunicatori”

  1. Personalmente salvini non mi comunica un bel niente, ma dice quello che milioni di destrorsi , di dx e di sx, vogliono sentirsi dire. Egli è geniale politicamente solo in questo. A differenza dei suoi predecessori, il tizio in questione, è capace anche di mettere in pratica , in qualche modo, ciò annuncia. ( purtroppo?)

  2. Questo è un paese malato perché l’unico dove i politici stanno in tivù e nei social a orario continuato ogni giorno festivi compresi. Cambiano i governi ma non tutto il resto, ed è perfettamente inutile spiegare o ribadire che il ministro, i ministri, i presidenti in tivù ci devono andare solo se hanno delle novità importanti da riferire o a rispondere di quello che fanno ai cittadini. Non per alzare lo share dei salottini e far guadagnare soldi con le pubblicità che poi vengono reinvestiti in altri programmi e altre trasmissioni inguardabili sempre a beneficio della propaganda politica. Ce la vedo la Merkel o uno qualsiasi dei suoi ministri che ogni giorno si preparano per fare il tour nelle tivù dalle sette di mattina fino a notte tarda e twittare anche quando vanno in bagno o prendono un caffè.
    E chissà perché in Germania le cose funzionano e in Italia no.
    Alla fine si torna sempre al solo e unico dramma che è quello di un’informazione che dovrebbe aiutare nella comprensione delle cose ma che invece destabilizza e contribuisce allo scontro sociale.
    Ormai il pubblico ignobile è stato creato, chissà che serve ancora per capire quando basta.

  3. Hai ragione; non esistono bravura ne’ merito associati a questo essere. Purtuttavia, le “scanzonate” espressioni e tipizzazioni che citi sono piccoli capolavori (tra l’ altro rivolte anche a lui) in un grigiore di critiche corali e deludenti.

  4. per me è sempre stato inguardabile.Non per senso estetico. ma proprio per un moto interiore alle viscere. per non dire altro.Stessa senzazione che ho vedendo Trump.

    1. Maria Grazia Evangelista Per la lingua italiana, approfondiro’, promesso, sperando sempre che non mi vengano bruciati i libri. Per il resto mi dica dove sbaglio

  5. “…Il linguaggio del corpo dei demagoghi reazionari. Collera, disprezzo e disgusto per l’Altro deformano il viso. Il risultante ghigno scopre i denti. L’effetto è quello del ringhio. Neuroni-specchio: il branco fascista ripete. Orban, Trump, Salvini…”. (Wu Ming Foundation).

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