«Vi è il dovere di governare il linguaggio. Con il coraggio, se necessario, di contraddire opinioni diffuse.»

«Sta a chi opera nelle istituzioni politiche – ma anche a chi opera nel giornalismo – non farsi contagiare da questo virus, ma contrastarlo, farne percepire, a tutti i cittadini, il grave danno che ne deriva per la convivenza e per ciascuno. Vi è il dovere di governare il linguaggio.

Con il coraggio, se necessario, di contraddire opinioni diffuse.

L’Italia non può diventare- non diverrà – preda di quel che Manzoni descrive, con efficacia, nel trentaduesimo capitolo dei Promessi Sposi, a proposito degli untori e della peste: “Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.

La Repubblica vive dell’esercizio delle responsabilità da parte di ciascun cittadino: ognuno faccia uso dei suoi diritti e adempia ai suoi doveri.

Vale per me, anzitutto, chiamato a rappresentare l’unità del Paese e a concorrere all’ordinato funzionamento degli organi istituzionali. Così come a me compete ricordare, a ciascuno, il rispetto dello stesso principio.

Le finalità sono tracciate, con chiarezza, nel testo della Costituzione e verso di esse devono convergere le pubbliche amministrazioni, nell’imparzialità della loro funzione, diretta a servizio di tutti i cittadini.

Il limite dell’intervento dello Stato è indicato, limpidamente, laddove è pienamente riconosciuto, alla società civile, di esprimersi in tutte le forme organizzate della vita economica e sociale, senza interferenze da parte delle autorità pubbliche tese a influenzarne l’attività.

Da questo patrimonio nasce la reputazione di un Paese ordinato, bene amministrato, coeso.

La reputazione è un bene comune, collettivo. Indisponibile. Sottratto a interessi di parte perché costruito, nel tempo, con il contributo del nostro popolo.

E’ patrimonio di storia, di cultura, di valori che disegna il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale. Ovunque si vada, si registra un gran desiderio di collaborazione e di interlocuzione stretta e concreta con l’Italia.

Tutto ciò che intacca questo patrimonio ferisce l’intera comunità.

Mi ha molto colpito un fatto di cronaca di questi giorni.

L’Italia non può assomigliare al Far West, dove un tale compra un fucile e spara dal balcone colpendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione.»

(Sergio Mattarella, 26/07/2018, fonte)

9 Risposte a “«Vi è il dovere di governare il linguaggio. Con il coraggio, se necessario, di contraddire opinioni diffuse.»”

  1. Belle parole….ma scendi sulla terra e vivi il territorio come lo viviamo noi…poi magari un po idea la cambieresti anche te

    1. Perché, come si vive sul territorio?

  2. Parole molto importanti….ricordiamole

  3. Intelligenza Vs ignoranza, sarà un’ardua battaglia

  4. Quanto detto da Mattarella rispetta in pieno il mio pensiero

  5. Almeno c’è lui!

  6. Con tutto il rispetto, l’ho detto tempo fa, l’ho ripeto anche adesso, Il veto il PdR, l’avrebbe dovuto mettere a lui, non a Savona. Ha sottovalutato la bestia. “piangere” adesso può solo aumentarne il consenso.

    1. Non credo abbia sottovalutato,purtroppo la bestia ha ricevuto democraticamente il consenso degli elettori,piú o meno bestie come lui.A dargli tutto questo potere ci hanno pensato i suoi inetti alleati di governo.

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