Da TeatriECulture: «”Carnaio” di Giulio Cavalli. Proposto al Premio Strega 2019 da Concita De Gregorio»

E’ un libro che per quanto interamente di fantasia ha sconvolgenti, pur se esasperate, analogie alla situazione attuale. Un paese DF, steso su una spiaggia, così tanto simile ad uno dei paesi del Mediterraneo, dove tutto sembra scorrere nella più normale tranquillità.
E’ questo lo scenario che fa da sfondo a Carnaio (Fandango edizioni) di Giulio Cavalli, appena proposto al Premio Strega 2019 da Concita De Gregorio.
Un mattino di marzo un pescatore da sempre abituato al mare e ai suoi misteri trova il cadavere di un ragazzo che ha tutta l’impressione di essere stato in acqua tanto tempo.
Quasi normale questo ritrovamento che però viene seguito da altri due e poi dieci, tanti cadaveri. 
E’ l’inizio di un incubo che attanaglia il lettore pagina dopo pagina, che sconvolge le menti, che dà vita ai più turpi sentimenti.
Onde anomale inondano il paese portando con sè migliaia di cadaveri, tutti uguali, tutti di pelle scura, come fossero cloni, e non si riescono a “smaltire” (il pensiero va ai tanti migranti che approdano, se approdano, sulle nostre coste). 
Da qui il prosieguo di una narrazione che ci fa incontrare giornalisti a caccia di scoop, polizia e carabinieri che non vogliono fastidi e soprattutto una politica disattenta e lontana dal popolo, dagli interessi dei cittadini di DF.
Il sindaco, quindi, si arroga il potere assoluto dichiarando DF indipendente dal governo centrale. 
E’ l’inizio di una sorta di dittatura alla quale nessuno o quasi si ribella, i pochi che lo fanno perché riescono a vedere oltre quel muro di plexiglass che isola il mare e chiude gli approdi è messo al bando, arrestato, ucciso. 
Gli altri credono fermamente in ciò che il sindaco/governatore decide e attua. 
Lo scenario si fa sempre più sconvolgente e pone il lettore di fronte ad un tempo futuro neanche troppo lontano in cui qualcuno pensa che sia addirittura possibile utilizzare “quelli” (naturalmente contrapposti a “questi”, i cittadini del luogo) in usi “quotidiani” che lasciano l’amaro in bocca.
Il finale, il 4 aprile, sarà una sorta di nemesi storica per un libro che non può lasciare indifferenti i lettori.

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