«Un racconto che è insieme una distopia su un futuro molto vicino e una satira sul sovranismo e sulla retorica che lo accompagna, consigliatissimo.» “non siamo creature mansuete” su #Carnaio

In due parole: un paese come tanti deve affrontare una strana marea, quei corpi senza vita faranno emergere il peggio, una distopia, una satira che parla del nostro crudele presente

DF località di mare, mediamente depressa, mediamente sviluppata, mediamente turistica… un posto come tanti finché non cominciano ad arrivare cadaveri: pochi all’inizio, poi sempre di più, ondate di marea che inondano la città di corpi senza vita. Sono tutti molto simili, ragazzi dalla pelle scura, in buone condizioni fisiche, restati in mare per giorni prima di arrivare a DF. La città costretta ad affrontare questa marea adotta soluzioni di emergenza, ben presto però trova anche il modo di trarne profitto e si rinchiude letteralmente in se stessa fino a perdere davvero ogni umanità. Ogni abitante poi affronta e vive la mare a modo suo: il pescatore, il sindaco, la bella donna, il dottore, il giornalista, la segretaria, l’imprenditore, il commissario… non si sa da dove vengono i corpi, chi erano prima che il mare li trascinasse lì, nessuno se ne preoccupa, nessuno se ne interessa, sono solo altri, sono quelli, sono loro e non sono noi, invasori… Un racconto che è insieme una distopia su un futuro molto vicino e una satira sul sovranismo e sulla retorica che lo accompagna, consigliatissimo.

(fonte)

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