Il “buonsenso” del ministro Tria

C’è il ministro Tria che rilascia un’intervista semplice semplice, quasi da scuola elementare. Dice che è inimmaginabile bloccare l’Iva, abbassare le tasse e fare aumentare la spesa senza ricorrere a nuovi tagli oppure all’innalzamento delle tasse. È un’operazione matematica che dovrebbe essere perfino elementare se non fosse che ormai tutti ubriacati di promesse elettorali non teniamo più conto nemmeno delle leggi base dei numeri, quelle che saprebbe rispettare anche un bambino in prima elementare.

Così Tria spiega che per scongiurare l’aumento dell’Iva bisogna inevitabilmente evitare regali (ma va?) e ci ricorda che tutte le misure di questo governo si tengono in piedi su una totale che segna il segno meno.

Apriti cielo.

Sembra che Tria abbia pronunciato una sequela di bestemmie. E non è tutto: addirittura si è permesso di dire che  l’Europa non c’entra nulla con le scelte economiche di questo governo e che se fosse per lui avrebbe tenuto più basso il deficit e non avrebbe esultato sul balcone come fatto da Di Maio.

Ri apriti cielo, ancora!

Di fronte alle elementari deduzioni di Tria (ovvero: non puoi spendere soldi che non hai) si è scatenata la bufera di governo per difendere invece la retorica che vorrebbe tutto a posto, tutto in ordine, la retorica che vorrebbe essere corrispondente alla realtà.

Ed è una battaglia bellissima: la retorica contro la realtà.

Evviva.

Buon mercoledì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2019/05/01/il-buonsenso-del-ministro-tria/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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