I conti di Conte

Piccolo promemoria per tutti quelli che in questi mesi hanno contestato gli appuntamenti del buongiorno: ieri Giuseppe Conte ha stilato un lungo sommario di tutte le critiche che da più parti si scrivevano contro il ministro dell’interno (anzi, ex, che peccato) Matteo Salvini.

Si era detto fin dall’inizio che questa crisi era solo un lurido giochetto per provare a capitalizzare i consensi che stavano fuori dal Parlamento (che poi bisogna vedere quanto i sondaggi alla fine si trasformino in voti) dimenticando completamente il ruolo del Parlamento e di una democrazia parlamentare com’è quella italiana. Salvini voleva una crisi sognando che le istituzioni siano semplici come una diretta Facebook. E si sbagliava. E ora anche Conte lo riconosce.

Si diceva che Salvini non ha nessuna cultura delle regole e soprattutto nessun rispetto per i meccanismi istituzionali, impegnato sempre a spremere la sua posizione per mietere consenso, concentrato nel fare propaganda piuttosto che fare il ministro. Lo scrivevamo in molti. Dicevano che no, che non era vero. Ora invece è vero. L’ha detto anche Conte.

Scrivevamo che Salvini ha un populismo pericoloso che richiama la politica di piazza e certi modi di periodi bui e ci dicevano che esageravamo. Anzi: dicevano che ce l’avevamo con Salvini e scrivevamo sempre e solo di lui. Ora anche Conte ce l’ha con lui e ripete esattamente gli stessi concetti. Perfetto.

Abbiamo scritto che l’obbligo di Salvini è quello di spiegare al Parlamento la vicenda russa senza permettersi di sbolognarla come chiacchiericcio giornalistico. Ci hanno detto in molti che no, che non era vero, che il Capitano non doveva inseguire le tesi dei giornali. E invece Conte l’ha ribadito. Alla buon’ora.

Abbiamo anche scritto che Salvini sembra un patetico Esorciccio quando impugna i rosari e i vangeli brandendoli come manganelli contro gli avversari politici. Sembrava che avessimo scritto un’eresia. L’ha detto ieri anche Conte.

Ora sorge una domanda spontanea: quindi davvero non eravamo visionari? Quindi davvero in fondo solo i tifosi di Salvini sono rimasti a non vedere ciò che è sotto agli occhi di tutti? Benissimo. Bene Conte. Però quattordici mesi per accorgersene non è certo un lampo di genio. No.

Buon mercoledì.

L’articolo I conti di Conte proviene da Left.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui https://left.it/2019/08/21/i-conti-di-conte/ – e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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