Cosa stona a Sanremo

No, no, niente pagelle sui cantanti in gara e nessun articolo sull’abbigliamento degli ospiti. La nota davvero stonata di Sanremo la cita Peppe Vessicchio, storico volto direttore d’orchestra a Sanremo, che in un’intervista a Repubblica racconta qual è il problema della musica di Sanremo: «La paga degli orchestrali. Vorrei lanciare la campagna ‘Adotta un violinista di Sanremo’. Mi riferisco in particolare agli ‘aggiunti musicisti’, quelli che non appartengono all’orchestra sinfonica. Le condizioni in cui vivono sono da fame. Se qualcuno li incontra per strada e gli offre un piatto caldo fa un’opera di bene. Guadagnano 50 euro al giorno per dodici ore di lavoro. All’estero si metterebbero a ridere».

L’orchestra del Festival di Sanremo è composta dall’Orchestra sinfonica stabile di Sanremo e dagli strumentisti che fanno riferimento invece alla Rai. L’orchestra sinfonica stabile di Sanremo è sovvenzionata da soldi pubblici (come gran parte delle orchestre sinfoniche in Italia) e come viene facile immaginare la disponibilità economica diminuisce di anno in anno. Hanno cominciato a lavorare il 3 gennaio, hanno turni di lavoro di circa 10 ore al giorno (ma nei giorni che precedono il Festival hanno lavorato anche 12 ore) e guadagnano 50 euro lordi (lordi!) al giorno.

Qualcuno potrebbe pensare che abbiano almeno un rimborso spese: sì, certo hanno preso 180 euro per l’intero periodo (circa 40 giorni) che gli consente di spendere la bellezza di 4,50 euro al dì, immaginate che lusso. Forse sarà proprio per questo che solo un quarto dei musicisti dell’orchestra sinfonica hanno accettato di partecipare al Festival.

La domanda che si pone è molto semplice: la produzione televisiva più nazionalpopolare che abbiamo davvero può permettersi di trattare così i musicisti? Non sarebbe il caso che qualcuno si indigni? Non sentite quanto sia stonata questa musica?

Dai, buon venerdì.

Commenti

commenti

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.