Una domanda

Eccoli qui, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso. Il primo si lascia andare a un’importante donazione e il secondo si prepara a farla fruttare per un nuovo ospedale in Fiera a Milano. Conoscendo i soggetti sarebbe il caso di parlare piuttosto di restituzione e sarebbe anche il caso di non dimenticare le colpe del primo (una frode fiscale allo Stato italiano da 368 milioni di dollari) e le inettitudine del secondo (chiedete dalle parti de La Maddalena come ha gestito i soldi pubblici). Ma c’è una domanda a cui sarebbe il caso di rispondere, la scrive Riccardo Germani, portavoce Adl Cobas Lombardia e operatore sanitario all’ospedale di Legnano:

«Lettera aperta:
Al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana
All’assessore al Welfare, Giulio Gallera
Al Direttore generale Asst Milano Ovest, Fulvio Adinolfi
Al Commissario straordinario, Guido Bertolaso
Alla stampa ed ai cittadini.

Dagli operatori della sanità di Adl Cobas Lombardia.

Sono Riccardo Germani, portavoce di Adl Cobas Lombardia, nonchè lavoratore dell’ospedale di Legnano. Raccolgo la proposta di un gruppo di lavoratrici e lavoratori dell’ospedale e la rendo pubblica. Ci rivolgiamo a quanti in indirizzo, perché in questo momento crediamo che l’aiuto di tutti sia un bene prezioso.

Sappiamo che la Regione ha chiesto di coordinare la possibilità di costruire un ospedale per pazienti di Covid-19 a Guido Bertolaso, che sta cercando di allestire, presso i padiglioni della ex Fiera di Milano, nuovi posti letto. Probabilmente il commissario straordinario Bertolaso non è a conoscenza della presenza di una struttura che ha tutte le potenzialità per accogliere velocemente nuovi pazienti proprio qui vicino all’ex zona fiera.

Non vogliamo entrare in polemica sulle vecchie vicissitudini e lo spreco di denaro pubblico della nostra storia sanitaria regionale ma, sottolineiamo che proprio a Legnano, a poca distanza dalla zona fiera, esiste il “vecchio monoblocco” e ben due padiglioni realizzati e predisposti dieci anni fa con tutte le attrezzature. Infatti, essendo una brutta pagina politica di questa Regione, sembra che pochi si ricordino ciò che oggi potrebbe essere invece una risorsa per garantire, immediatamente, centinaia e centinaia di nuovi posti letto. Infatti, ci sono: camere già attrezzate con predisposizione di ossigeno, una rianimazione, reparti di terapia intensiva che sono chiusi, mentre resta aperto e funzionante in una struttura nuovissima un prezioso laboratorio di analisi.

A nostro avviso sarebbe una soluzione immediata se si rendesse operativa questa struttura con l’investimento di meno risorse economiche che potrebbero, invece, essere utilizzate per materiali, dispositivi e per assumere il personale sanitario che servirebbe a gestire più di 500 posti letto che si renderebbero disponibili senza alcuno spreco di risorse e di tempo. Invitiamo per tanto a fare un sopralluogo, a verificare quanto stiamo asserendo sicuri di quanto affermiamo.

Noi lavoriamo all’ospedale attualmente attivo a Legnano che è di recente costruzione ed oggi sta operando con grande professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici tutte, come meglio può per accogliere i malati di Covid-19, anche grazie ad un’amministrazione che da subito ha affrontato in maniera pragmatica l’emergenza mettendo a disposizione reparti da destinare ai malati e personale, ma come dappertutto i posti non sono mai abbastanza. Abbiamo una risorsa e ci aspettiamo che venga attivata per il bene comune di tutta la regione».

Si attende risposta.

Buon mercoledì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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