Gabriele Ottaviani recensisce Nuovissimo testamento

di Gabriele Ottaviani

l’affluenza è altissima annunciava il telegiornale e Bernadetta disse agli altri che questo era un dato sicuramente positivo, si stavano preparando anche loro e fuori dalla base le auto della Polizia Affettiva li attendeva per accompagnarli al seggio, il presidente Bussoli aveva sottolineato come lo Stato avesse dovuto approntare un programma di protezione per gli scarafaggi brigatisti, vi sembra che abbiano il favore del popolo certi figuri che devono essere difesi dall’ira della gente? aveva ripetuto in campagna elettorale e Fausto e Bernadetta e Manlio e Anna e l’uomo con la giacca di velluto avevano anche riflettuto sulla possibilità di rinunciare alla protezione ma i toni e la piega che aveva preso la campagna elettorale e la pompata violenza in certi sgherri seguaci di Bussoli li avevano sconsigliati, era stata una settimana in cui erano comparse sui muri scritte in cui si augurava ai brigatisti di essere appesi, sparati, bruciati, stuprati, strangolati, seviziati, torturati e loro avevano deciso di non creare casi, di non alimentare il conflitto e di smussare rimanendo concentrati sui propri temi, radicalizzare il confronto sarebbe stato solo un favore a Bussoli, avevano consigliato i consulenti che sostenevano le Brigate Sentimentali durante la campagna elettorale, e solo Bernadetta ogni tanto a qualche giornalista o in qualche piazza si infervorava e grattava gli intestini della folla, e funziona eccome se funziona aveva osservato Bernadetta ma le Brigate avevano deciso di fare ciò che era giusto e non ciò che funzionava, del resto siamo qui proprio per rivendicare i valori alti rispetto agli istinti, questo è il nostro compito diceva l’uomo con la giacca di velluto…

Nuovissimo testamento, Giulio Cavalli, Fandango. Intellettuale dalla penna sopraffina e di chiaro impegno civile, Giulio Cavalli, in questa sua nuova opera, come sempre potente, lirica, solenne, veemente e vibrante nel richiamare la morale al suo ruolo salvifico nell’ambito della condizione umana, soprattutto in quest’epoca sempre più invidiosa, rabbiosa, proterva, misera, meschina e cattiva, nonché ricca di livelli di lettura e di chiavi d’interpretazione, e profondamente allegorica, narra con il ritmo prorompente di un flusso di coscienza la storia di Fausto, che in quello che all’apparenza pare essere un giorno come tanti si sente male e, dopo essere stato portato d’urgenza al pronto soccorso, viene ricoverato nel reparto dei disturbi affettivi, quello riservato a quei cittadini di DF che hanno problemi legati alla cosiddetta rotondità mentale: di problemi qui però ne sorgono altri, perché incontra l’amore. E a DF non c’è nessun sentimento più proibito di quello… Da non perdere.

(fonte)


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