Libreria Ubik IBLA recensisce Nuovissimo Testamento

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l nuovo libro di Giulio Cavalli ci riporta a DF, il paese protagonista di “Carnaio”, il suo romanzo precedente che abbiamo avuto il piacere di presentare in libreria. Ora DF è diventato uno Stato, una nazione dove il virus più temuto sono le emozioni, dove un governo dispotico e autoritario userà tutti i metodi possibili per sopprimerle e non avere un popolo empatico difficilmente governabile.

Tutto inizia con un gesto, un cerchio sulla sabbia che Fausto Albini disegna senza accorgersene, forse un ricordo, una sensazione dentro di sé che non riesce a controllare, proprio lui a cui da bambino avevano insegnato a essere vuoto, a non sedersi ad ascoltare sé stesso né tanto meno gli altri, proprio lui che aveva cresciuto in un mondo dove i colori, la musica, i libri, l’arte, i sentimenti, tutto quanto era stato cancellato. Finisce così in ospedale, nel reparto dedicato a quelli che soffrono di disturbi della rotondità sentimentale, la stessa rotondità sentimentale su cui è fondata tutta la serenità del paese.

Fausto Albini allora scopre di non essere l’unica persona affetta da questi disturbi, e che non sono tutti rinchiusi a ricevere cure esperimentali utili a farli ritornare vuoti e ubbidienti come prima; ma che alcuni vivono le loro emozioni di nascosto. Capisce così di non volere più essere manipolato, e prova a far risvegliare l’empatia e l’amore in tutti i cittadini di DF. I suoi simili saranno però pronti e contenti di voler abbandonare questo annebbiamento emotivo?.

Giulio Cavalli ritorna a raccontarci nel suo nuovo libro la nostra contemporaneità portata all’estremo, perché DF mette insieme pezzi di mondi che ci sono già stati e che potrebbero tornare. Una critica verso una classe politica che cerca l’ottundimento delle persone, una riflessione sulla paura verso tutto quello che ci fa pensare e riflettere come la bellezza dell’arte e la cultura, un’analisi sulla distanza che intercorre tra il voler cambiare e il non avere sufficiente coraggio per farlo davvero: “[…] ed è facile, disse Fausto Albini, educare la gente al brutto, basta lasciarla cadere e poi farla strisciare e rassicurarla che è normale, educare alla bellezza significa aprire il cuore e farci entrare tutto dentro, come la bocca di una balena in fondo all’oceano, entra il bello certo, e ci entrano certi pezzi di vetro ed entra l’aria ispida ed entra tutto e non ci possono essere filtri nelle branchie di un popolo che ha disimparato a respirare”.

In un periodo in cui i nostri sentimenti sono stati e sono ancora limitati,  vi consigliamo di leggere questo libro e di praticare un po’ di fisioterapia sentimentale con la letteratura, come ci ha ricordato di fare l’autore negli ultimi giorni.

Buona lettura!

Libraia Susan

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