La verità, vi prego, sull’immigrazione

La questione dei migranti è tornata alla ribalta insieme a tutta la becera propaganda di certo salvinismo. E allora conviene chiarire alcuni punti e smontare qualche bugia, a partire da quella dell’invasione. Ecco alcuni numeri, tanto per chiarire

Ci è arrivato perfino Draghi. L’uomo dei numeri, quello dei bilanci che si devono chiudere con il segno più, è riuscito nella coraggiosissima impresa di cogliere l’ovvio, il minimo indispensabile, senza dare troppo adito a interpretazioni: «Nessuno deve essere lasciato solo nelle acque territoriali italiane. Riteniamo il rispetto dei diritti umani una componente fondamentale di qualsiasi politica sull’immigrazione». Una frase da niente, scriviamolo pure, ma anche su un punto così basico, perfino misero, c’è qualcuno che si concede il lusso ferocissimo di non essere d’accordo. Poi, volendo vedere, si potrebbe aspirare anche a un leader che abbia il coraggio di dire che «nessuno deve essere lasciato solo», al di là delle questioni territoriali, poiché a qualche miglio c’è l’inferno e i suoi custodi, la Guardia costiera libica.

Ma poiché la discussione sull’immigrazione (l’avevamo scritto in tempi non sospetti) è tornata alla ribalta con tutta la becera propaganda di certo salvinismo, almeno conviene chiarire alcuni punti, smontare qualche bugia, per una questione di igiene del dibattito, almeno per quello.

Come fa notare il giornalista Giansandro Merli siamo in quel periodo dell’anno del tormentone “migranti pronti a partire dalla Libia”, in cui i giornali proiettano l’idea di un cumulo di gente ammassata alla fermata di Tripoli in procinto di invadere il Paese. Merli prova a fare un po’ di memoria: «2014 annunciati 800mila, arrivati 170mila; 2015 annunciati tra 500mila e 1 milione, arrivati 150mila; 2018 annunciati un milione, arrivati 23mila; ieri annunciati 70mila».

Sempre a proposito di numeri conviene leggere bene anche quelli che ha messo in fila Matteo Villa, studioso dell’Ispi. Il ruolo delle Ong, ad esempio, visto che si torna a parlare di blocco navale: con Salvini ministro dell’interno solo il 12% dei migranti arrivavano con navi di Ong, mentre tutti gli altri arrivavano autonomamente o con altre imbarcazioni e con la ministra Lamorgese siamo sugli stessi livelli (14%). Quindi potremmo anche mettere da parte questo falso mito, per favore. Ci farebbe bene.

Salvini parla di un “effetto annuncio” che invoglierebbe i migranti a partire vista la “mollezza” di questo governo: gli dispiacerà sapere che con Lamorgese ministra (sia con il Conte II sia con Draghi presidente) si è raddoppiato il numero di navi bloccate in porto (con una schifosa e vigliacca propensione alla burocrazia). Nella parte dei “cattivi” quindi (purtroppo per noi) Lamorgese sta facendo meglio di lui.

Poi ci sarebbe da smontare anche questa retorica di Lampedusa “invasa” (ne parla anche il sindaco dell’isola, che tra l’altro lamenta di essere lasciato solo anche dal Pd e chissà perché questa notizia non ci stupisce): rispetto ai quasi 200mila migranti che stavano nel sistema di accoglienza nell’ottobre del 2017 oggi siamo a 75mila.

Infine: potremmo anche smetterla con questa bugia immonda dell’invasione. Come scrive Matteo Villa: »Se anche sbarcassero in un anno 100.000 #migranti, si tratterebbe dello 0,2% della popolazione italiana e del 2% della popolazione straniera in Italia. In Italia la popolazione straniera NON cresce da anni e, anzi, sta diminuendo. Aumenta di poco l’incidenza degli stranieri sulla popolazione totale perché la popolazione italiana è in calo demografico da anni». Perché il nostro problema sono i giovani che se ne vanno, è l’emigrazione, mica l’immigrazione.

Ora scannatevi pure sull’immigrazione ma abbiate la decenza di attenervi ai numeri, almeno a quelli, visto che sui diritti proprio non ci riuscite.

Buon giovedì.

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Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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