Uomini e sorci

Esultano. Un popolo di ineducati che trova un padrone che li bastona esulta. E, badate bene, non esulta solo per il rischio arginato (che qualcuno racconterà come scampato) ma esultano per avere trovato “l’uomo forte” che gli ha urlato in faccia che sono una massa di imbecilli. Proviamo a ricapitolare come se la dovessimo raccontare a un marziano approdato per un errore di rotta sulla Terra che ci chiede cosa stia succedendo.

I negazionisti hanno giocato sulla pelle morta di gente vivissima

C’è una pandemia in corso e gli oppositori strizzano le cervella per inventarsi come opporsi in pandemia. Hanno un improvviso colpo di genio, roba grossa, si guardano negli occhi e si dicono che l’unico modo per opporsi è dire che la pandemia non esiste ed è un’invenzione dei poteri forti. Ma chi ci crederà? Sarebbe il primo dubbio di ogni persona sensata e invece questi, che sono degli sconsiderati etici prima che politici, hanno pensato bene di inoculare la cazzata sapendo bene che qualche mandria di esaltati l’avrebbe raccolta. E infatti ecco qua: mentre l’Italia e il resto del mondo contavano i morti trasportati sotto i propri balconi abbiamo dovuto leggere di decessi inventati, di autopsie negate e una sequela di castronerie che farebbe perfino ridere se non ci fosse un dramma sparso dappertutto. I negazionisti del Covid andrebbero presi uno a uno (sono loro del resto che continuano a invocare un nuova Norimberga) e portati occhi negli occhi a fissare i parenti delle vittime: forse così saprebbero quanto sono stati feroci, mica solo inopportuni e quanto abbiano giocato sulla pelle morta di gente vivissima che piange ancora.

Burioni e la fantastica impresa di dire le cose giuste in modo tremendamente sbagliato

Ma non è finita qui. Questo è solo l’inizio. Poiché a un certo punto perfino lo sperduto pastore sulla più sperduta montagna molisana ha avuto il caso di incrociare qualche vittima, la nuova fiammata è stata quella di farci credere che il dramma sia vero, troppo difficile negarlo, ma sia stato troppo drammatizzato. Accusare un Paese di piangere troppo le proprie vittime è qualcosa che sta in bilico tra l’inumano e l’assassinio eppure la tiritera funziona e non è nemmeno troppo pericolosa: ammetto che il rischio ci sia ma metto in dubbio il fatto che il mio Stato mi curi come dovrebbe. È la versione light della cretineria precedente e anche solo pensandoci chiunque direbbe che sarebbe impossibile trovare leader politici pronti a sostenere questa boiata. Eccoli qui, Salvini e Meloni in prima fila con l’unica differenza che l’alunno Salvini (che si è incastrato nel voler apparire come alunno modello) rientra subito tra le righe con una sonora sculacciata. Giorgia Meloni invece è geniale: nega negando ciò che ha detto qualche mese prima e strumentalizza mimando responsabilità con un gioco di specchi che funzionerebbe solo in un Paese narcotizzato e cretino e infatti guida il primo partito d’Italia. Bene così. Anzi male, malissimo. Dall’altra parte i difensori del buon senso perdono il senno assumendo comportamenti da assessori leghisti alla Sicurezza e Burioni ha buon gioco per augurare a tutti di rimanere in casa come sorci se non si è d’accordo. La fantastica impresa di dire cose giuste in un modo talmente sbagliato da passare addirittura dalla parte del torto è qualcosa che spetta ai fuoriclasse dell’egocentrismo.

Arriviamo alle battute finali: Salvini pensa davvero di avere le spalle talmente larghe da poter tenere la posizione di quello che fa opposizione pur restando nel governo. Tiene fissato sul suo profilo Twitter la sua guerra senza quartiere contro il green pass e intanto il suo dog sitter Mario Draghi annuncia che il green pass è una realtà e che quelli come Salvini sono una massa di cretini. Annuncia che Salvini è una massa, in pratica. Salvini si offende come un bambino con le orecchie da asino dietro la lavagna e viene sfanculato dai suoi sostenitori che quando perdono la pazienza sono stati educati a non avere remore. Salvini fa lo stercoraro con le palline di voti che sta regalando a Giorgia Meloni. Giorgia Meloni esulta perché con i sacchi dell’umido sta riempiendo la credenza. Si invoca la dittatura sanitaria.

Siamo un Paese che come prova di maturità prende coscienza della propria inadempienza

E che succede? Succede che tutti esultano perché Draghi ha rimesso le cose in fila e ha costretto i cretini a correre a vaccinarsi per potersi godere lo Spritz. Centinaia di illuminati commentatori dicono: «Per fortuna Draghi ci ha detto che siamo stupidi», senza nemmeno immaginare che poi arriveranno le elezioni e quelli che sono stati messi nei cassetti degli stupidi finiranno per votare. Quindi, una parte urla alla dittatura sanitaria tirando in ballo Auschwitz e l’olocausto e l’altra parte è tutta barzotta per l’uomo forte. Ora, con calma, serenamente, ditemi voi in che stato di salute sta la democrazia. Immaginatevi il marziano a cui avete raccontato questa storia, immaginatelo mentre vi dice che no, che in questa discesa continua attraverso il male minore lui non vuole concorrere. Immaginate un Paese che come prova di maturità continuamente prende coscienza della propria inadempienza. E ne è felice. E questo gli basta.

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