Il Rinascimento e l’embargo che non esiste

Secondo alcuni media la Camera avrebbe chiesto uno stop al divieto di esportare armi agli Emirati, coinvolti nel conflitto in Yemen. Ma la realtà è assai diversa

Sarebbe curioso sapere che interessi ci siano dietro la diffusione di una notizia completamente falsa come quella che ieri Repubblica e altri giornali hanno sparato a piena pagina parlando di uno “stop all’embargo sulle armi agli Emirati Arabi Uniti” chiesto dalla commissione Esteri alla Camera. Raccontano i giornaloni di “tensioni nate dopo la decisione del governo Conte su pressioni del Movimento 5 stelle” e di una nuova “postura” di EAU e Arabia Saudita nel conflitto in Yemen.

Peccato che l’embargo non ci sia mai stato mai. E basterebbe questo per dare l’idea di certo giornalismo italiano. Come racconta Rete italiana pace e disarmo: «Non c’è mai stato alcun embargo da parte del governo italiano o dall’Autorità nazionale competente, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama) né verso gli Emirati Arabi né verso l’Arabia Saudita, ma solo la revoca di sei licenze di forniture di bombe e missili utilizzati da questi Paesi nel conflitto in Yemen. Non c’è nessuna risoluzione della Camera sulla situazione nello Yemen, ma una semplice “Comunicazione congiunta” della commissione Affari esteri della Camera al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo».

Se davvero la situazione in Yemen è cambiata forse sarebbe il caso piuttosto di votare una nuova mozione in Parlamento magari ascoltando anche direttamente le associazioni impegnate in Yemen negli aiuti umanitari. Come scrive Rete italiana pace e disarmo «va sopratutto detto con forza che proprio le numerose risoluzioni del Parlamento europeo (che per anni ha chiesto di imporre un embargo verso Arabia Saudita e UAE) e sopratutto le decisioni di vari Paesi europei, tra cui l’Italia, di revocare le licenze di forniture di armamenti hanno contribuito all’annuncio da parte degli Emirati di ritirarsi dallo Yemen. Questo dimostra che la revoca delle licenze decisa dal governo a seguito delle mozioni parlamentari e soprattutto delle reiterate richieste da parte delle nostre associazioni ha sortito l’effetto desiderato: l’annuncio del ritiro degli Emirati Arabi dal conflitto in Yemen. Solo una politica che non si piega ad indebite pressioni ma che mette rigorosamente in atto le norme stabilite dalle nostre leggi e dai trattati internazionali è in grado di portare Paesi belligeranti a rivedere il proprio atteggiamento assumendo una nuova e più responsabile postura nella scena internazionale. Solo il dialogo tra le parti può infatti condurre ad una soluzione pacifica del conflitto in Yemen e non certo i bombardamenti indiscriminati sui civili attuati per anni da parte della coalizione militare a guida saudita».

Però se ci pensate la dinamica è piuttosto curiosa: ci si inventa un embargo che non è mai esistito, ci si impegna a raccontare le tensioni tra Italia e EAU e Arabia Saudita dimenticando i morti in Yemen e di colpo sui media gronda una narrazione perfetta per un Nuovo rinascimento. Notizie false mischiate a mezze notizie vere e strapiene di sensazioni. Ognuno tragga le sue conclusioni.

Buon venerdì.

* In foto: un uomo cammina in un cimitero dove sono sepolti centinaia di combattenti yemeniti, a Marib, Yemen. 21 giugno 2021

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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