Caro Pd

Ci sono due strade: essere il viatico del centrodestra oppure avere l’onestà intellettuale di dire che c’è molto di sbagliato, molto da cambiare e proporvi per quello

Caro Partito Democratico,

per una prevedibile congiunzione di inetti e di prepotenti ti ritrovi comunque ad avere una fetta importante di elettori che ancora si ritengono di centrosinistra, sarebbe meglio dire centrocentrocentrocentrosinistra che rende meglio l’idea, in un momento storico in cui il centrodestra comunque ha la maggioranza elettorale del Paese. Caro Partito Democratico, tra le poche sicurezze di questo governo dei migliori l’unica credibile al momento è che nel prossimo governo ci saranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, intercambiabili nel ruolo di presidente del Consiglio o di ministro, dipende come si metteranno d’accordo ma alla fine ci saranno loro nella linea di comando, saranno loro, l’uno o l’altro, ma l’odore è quello.

Guardandovi da fuori appare piuttosto sconcertante che la cosa vi interessi poco. Per capirsi: per quanto ancora avete intenzione di fare la gamba silenziosa e complice di un governo che sta preparando il terreno per il centrodestra al potere? Cosa avete da dire, per esempio, sul Mediterraneo che anche questa estate sta diventando il pentolone dell’acqua calda dover lasciare bollire disperati come se fossero rane? Cosa avete da dire della Libia pagata per fare il sacchetto dell’umido del mondo? Pensate che svolta se aveste il coraggio di riconoscere che questa deriva disumana è figlia del vostro minnitismo e della vostra tiepidezza.

Caro Partito Democratico, la politica è molto più semplice di come la vorrebbero fare apparire i feticisti del merito: se è evidente che quegli altri siano i camerieri in Parlamento di alcuni poteri e di alcune lobby richiedo: ma perché voi non prendete le parti di quegli altri? Perché insistete nell’essere il dolcificante inefficace di un caffè che appare amaro?

Il lavoro, caro Partito Democratico, il lavoro: quando ricomincerete a parlare di lavoro? Ma non la solita litania degli incentivi alle imprese che spesso è semplicemente il lubrificante per le martellate contro i lavoratori? Quando ci direte qualcosa su questa aria tossica che insiste nel colpevolizzare le vittime della precarietà? Quando farete una proposta, una che sia una, per dare risposte alla macelleria sociale che sta accadendo mentre intorno c’è tutto questo silenzio?

Caro Partito Democratico, davvero anche voi vi accodate in questa moda che vorrebbe convincere che l’impolitica sia la soluzione più alta della politica? Davvero siete convinti che la soluzione al dilettantismo della politica sia quella di travestire da politici i portatori di interesse? Davvero l’autarchia dei potenti dovrebbe essere il punto più auspicabile? Beati voi che riuscite a non sfiorare l’argomento.

Caro Partito Democratico, l’alternativa a Salvini consiste solo nel ripetere che Salvini è brutto? Rimandato e quasi ingolfato il ddl Zan, perché non avete il coraggio di chiedere con forza gli altri diritti (ius soli per fare un esempio)?

Caro Partito Democratico, per quanto ancora volete assistere complici all’impoverimento della scuola, al suo svuotamento, alla sua delegittimazione? Per quanto ancora permetterete che la cultura sia un’etichetta con cui vendere meglio gli altri prodotti? Per quanto ancora permetterete che lo spettacolo dal vivo sia solo la confezione nobile di qualche sagra?

Caro Partito Democratico, avete la responsabilità di tenere nella pancia voti di gente che vorrebbe vedere dell’altro e invece trovate impudico parlare di alternativa. Ci sono due strade: essere il viatico del centrodestra oppure avere l’onestà intellettuale di dire che c’è molto di sbagliato, molto da cambiare e proporvi per quello. Fare il maggiordomo non maleducato del governo dei migliori sarà utile per la vostra autopreservazione ma non sa di niente.

Buon lunedì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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