Sì, ma i tamponi?

L’altro ieri sono stati scaricati 563.186 Green pass. 369.415 in seguito a un tampone, 88.924 sono stati emessi per avvenuta vaccinazione e 4.847 per guarigione da Covid.

La Fondazione Gimbe ha analizzato i dati delle vaccinazioni negli ultimi giorni e ha registrato un incremento praticamente nullo negli ultimi giorni: il numero di nuovi vaccinati, ovvero delle persone che hanno deciso di effettuare la prima dose, è sceso da 493mila a 378mila. È il secondo calo settimanale consecutivo: un -23,2% in 7 giorni. Si stima che i lavoratori senza protezione siano ancora 3,8 milioni: da oggi c’è bisogno di 7,5-11,5 milioni di tamponi antigenici rapidi. Nell’ultima settimana ne sono stati fatti solo 1,2 milioni.

Secondo Federfarma, circa due terzi dei test vengono eseguiti nelle farmacie private ma solo 8.331 su circa 19mila, oltre a 327 centri privati, hanno aderito all’accordo che garantisce i test a prezzo calmierato.

Dove e come si faranno tutti questi tamponi? Qualcuno ci ha pensato?

«Per far fronte all’aumento del fabbisogno di test – spiegava qualche giorno fa il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – è urgente sia ampliare il numero di farmacie e altre strutture autorizzate che aderiscono all’accordo, sia potenziare l’attività per aumentare il numero di tamponi. Alla vigilia del 15 ottobre – prosegue – la politica e il mondo del lavoro devono fare i conti con alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto l’attuale sistema che punta su farmacie e centri autorizzati non potrà garantire, almeno nel breve termine, un’adeguata offerta di tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato. In secondo luogo le proposte avanzate negli ultimi giorni (estendere validità dei tamponi a 72 ore, tamponi “fai da te”), oltre a non avere basi scientifiche presentano rischi di tipo sia sanitario, sia medico-legale e assicurativo. Infine, il numero dei nuovi vaccinati già da alcune settimane lasciava presagire un consistente ‘zoccolo duro‘ di lavoratori che, nonostante l’approssimarsi del 15 ottobre, non intende vaccinarsi volontariamente».

La sensazione è che l’introduzione dell’obbligo del Green pass sia stata fatta con un po’ troppa leggerezza sull’effettiva disponibilità dei tamponi oppure che non abbia sortito gli effetti sperati nell’incitamento a vaccinarsi.

E poi ci sarebbe la soluzioni che ripetiamo da settimane: il vaccino obbligatorio. Ma sembra davvero così difficile.

Buon venerdì.

Il mio #buongiorno lo potete leggere dal lunedì al venerdì tutte le mattine su Left – l’articolo originale di questo post è qui e solo con qualche giorno di ritardo qui, nel mio blog.

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