Siano beati i tagliatori di teste

Forse non vi è sfuggita la notizia che qualche giorno fa, l’avvocato Stefano Rotondi scriveva sui suoi social: «Sono orgoglioso di annunciare che LabLaw (lo studio dell’avvocato Rotondi, nda) ha vinto il premio come ‘Studio dell’anno Lavoro’ ai TopLegal Awards 2021», aggiungendo le seguenti motivazioni: «Stimato per la proattività e la lungimiranza con cui affianca i clienti. Come nell’assistenza a Gkn per la chiusura dello stabilimento fiorentino e l’esubero di circa 430 dipendenti».

Il post del legale si conclude così: «Lavoro di squadra, passione e dedizione, questi i valori nei quali crediamo e che ci spingono a voler raggiungere traguardi sempre più alti». Il post è stato pubblicato il 24 novembre alle 16:22 ma il 26 novembre è stato cancellato.

Il Collettivo di Fabbrica-Lavoratori Gkn rispose per le rime: «And the winner is… Comunque a noi pare che contro la Fiom di Firenze avete perso non uno ma due articoli 28, la fabbrica ad oggi non è chiusa, e per quanto ci riguarda abbiamo avuto modo di apprezzare la vostra discutibile presenza in sede sindacale dove non ci sembra abbiate tenuto testa a quattro operai in croce nell’assistere un liquidatore in sede sindacale senza nemmeno forse sapere che forma hanno i nostri semiassi. Firmato: i vostri 430 esuberi circa».

Il sindaco di Firenze Nardella si definì «disgustato», il ministro del lavoro Andrea Orlando disse «dobbiamo pensare a cosa sia successo per arrivare a questo punto. Non è giusto vantarsi di un licenziamento. Bisogna riflettere sul come sia possibile che diventi quasi normale che uno rivendichi di aver assistito quel tipo di licenziamento. Se c’è chi lo rivendica – ha concluso ironicamente – magari pensa anche che possa portare qualche prestigio».

Ora siamo, c’era da aspettarselo, al capovolgimento della situazione. L’avvocato Rotondi ieri ha indossato i panni della vittima: «Non esiste un premio per chi licenzia – dice – e nessun premio è stato dato al mio studio perché siamo stati bravi a licenziare, questa è solo una strumentalizzazione mediatica che da una parte posso condividere sotto un profilo umano con i lavoratori interessati, ma non condivido in nessun modo per l’altra parte del mondo». Rotondi ci dice anche che questa situazione «non fa altro che fomentare un odio e una pericolosità sociale inaccettabili. Io sono molto preoccupato per la sicurezza dei miei collaboratori – dice -, della mia famiglia e da ultimo per me. Sono mesi che noi con i nostri partner le istituzioni e la società stiamo cercando di trovare una soluzione da un problema che esiste, questo è fuor di dubbio. Però questo è lo sforzo che è stato premiato dalla società che ci ha dato e indicato tra gli studi migliori in questo settore».

La difesa (deboluccia, tocca ammetterlo) dell’avvocato è interessante: sostanzialmente dice di non avere contribuito alla sistemazione di nessun esubero e di essere stato premiato per la buona volontà (credibile, vero?); riesce ad accusare dei lavoratori licenziati (perché loro no, loro non hanno problemi di sicurezza di sostentamento per i figli e per le loro famiglie) e infine ci fa sapere che «si sta pensando a soluzioni che possano evitare in assoluto qualsivoglia  problema occupazionale e sociale». Quindi, perché avrebbe festeggiato?

È la retorica dei tagliatori di teste in questo fine 2021, l’inizio di un’epoca che promette per loro grandi regalie: tagliare 422 lavoratori significa contribuire al rilancio economico del Paese. Sembra una storia di provincia e invece è un vento che spira fin nei piani più alti del governo: per molti il Pnrr sarà possibile solo liberandosi dei lacci di legge che tutelano i lavoratori per poi poterli riassumere molto più deboli, molto più schiavi, molto più disponibili alle rinunce. E forse il ministro Orlando dovrebbe spiegarci come sia possibile che uno studio legale sia riuscito a compiere una strage di lavoratori senza trovare uno scoglio. Perché il problema non sono i tagliatori di teste ma gli spifferi di una legge sempre più blanda che gli permette di essere i nuovi beati.

Buon martedì.

 

💥 Porta Left sempre con te, regalati un abbonamento digitale e potremo continuare a regalarti articoli come questo!

🆙  Bastano pochi click!

🔴  Clicca sull’immagine oppure segui questo link > https://left.it/abbonamenti

—> Se vuoi regalare un abbonamento digitale, scrivi a redazione@left.it oppure vai nella pagina abbonamenti, clicca sull’opzione da 117 euro e inserisci, oltre ai tuoi dati, nome, cognome e indirizzo mail del destinatario <—

L’articolo proviene da Left.it qui

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.