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Se ci è concesso criticare

Gli scherani non hanno ancora finito di esultare. Hanno appreso 5 giorni fa la notizia che l’Economist premia l’Italia come Paese dell’anno 2021 e si sono dimenticati di osservare che l’Economist  sia degli Agnelli. La situazione l’ha descritta benissimo il direttore di Radio Popolare Alessandro Gilioli sul suo profilo Facebook: «Vedo che il giornale torinese degli Agnelli-Elkann e il giornale romano degli Agnelli-Elkann aprono grondando entusiasmo per l’entusiasmo verso il governo del giornale londinese degli Agnelli-Elkann. Se la cantano e se la suonano, tutto in famiglia. Peraltro una gran bella famiglia, in cui il nonno prima di morire ha trafugato un miliardo di euro all’estero nascondendolo al fisco ma anche alla figlia, che quando l’ha scoperto ha fatto causa al nipote accusandolo di essersi preso tutto il malloppo, che poi il nipote è suo figlio, quello che in questi giorni sta pensando a come licenziare il cugino, quello tonto che ha fatto i buffi col pallone – e buon Natale a tutti quanti».

Circa un anno fa, nell’autunno del 2020, il numero di nuovi casi e di ricoverati in terapia intensiva era più o meno come quelli di oggi. A quel tempo il governo (non c’era il taumaturgo Draghi) decise alle 18 l’orario di chiusura di bar e ristoranti e al 75% la percentuale di didattica a distanza per scuole medie e superiori. Oggi il governo dei migliori ha poco margine di manovra: dopo avere rinforzato il green pass si può ridurre la sua durata per spingere alla terza dose (come probabilmente avverrà) e poco altro.

Ma se ci è concesso criticare vale la pena sottolineare che Draghi ha deciso di decidere alla prossima cabina di regia del 23 dicembre. Curiosamente giusto in tempo per dare spazio agli acquisti natalizi ma questo potrebbe essere solo un nostro sospetto troppo perfido. Ma nonostante molta stampa non se ne sia accorta noi siamo già in ritardo, il 23 dicembre. Scoprire la velocità con cui Omicron si sta diffondendo è un elemento che sarebbe stato utile forse un mese fa e forse sarebbe stato il caso non aspettare 2 mesi (il tempo trascorso tra le indagini del 28 settembre e del 6 dicembre) per muoversi. A proposito: il sequenziamento del virus avrebbe dovuto essere una priorità. Priorità fallita.

Se ci è concesso criticare varrebbe la pena sottolineare anche che se la durata del green pass verrà ridotta a 6 mesi serviranno 15 milioni di dosi subito nel 2022 perché scadranno 15 milioni di certificati. Oggi nei magazzini ce ne sono 5 milioni, Pfizer dovrebbe consegnarne 10 milioni di dosi. Nel frattempo il governo punta a costringere alla vaccinazione i 6 milioni a cui manca ancora la prima dose. I conti non tornano, per dire.

Se ci è concesso criticare, la soluzione di rendere obbligatorie le mascherine all’aperto serve a poco o niente. Servirebbe un tracciamento serio (che è già saltato, come sempre), servirebbe avere fatto qualcosa per trasporti e sanità (su cui tra l’altro grida vendetta l’esiguo cumulo di soldi destinati nel Pnrr), servirebbe aver fatto qualcosa per la ventilazione nelle scuole. I liberali che l’anno scorso starnazzavano oggi dicono che il virus è imprevedibile e non si possa fare meglio. Possiamo essere d’accordo, certo, ma se ci è concesso criticare osserviamo quindi la cretineria dei lamenti e i piagnistei dello scorso anno, a meno che il virus sia “imprevedibile” solo con Draghi.

A proposito, se ci è concesso criticare si potrebbe ricordare che molta gente, molto stimata, molti mesi fa aveva annunciato che vaccinando solo i ricchi e non tutte le persone del mondo sarebbe successo quello che è successo. La variante Omicron non è figlia dei Paesi poveri ma è figlia della miopia e dell’egoismo dei ricchi.

Se ci è concesso criticare notiamo come ancora una volta si stia pensando di punire la cultura con soluzioni che appaiono di poco senso: un tampone per stare in teatro (dove è facilissimo mantenere le distanze e dove si sta seduti tutto il tempo con una mascherina) mentre non servono tamponi per sedersi in un bar e un ristorante (dove, per forza, ci si abbassa la mascherina) è indicativo.

Insomma, la pandemia è imprevedibile ma il paraculismo è prevedibilissimo.

Buon mercoledì.

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