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La pandemia burocratica. Seconda puntata

Ermes abita a Bologna e di lavoro fa l’operatore socio sanitario, una di quelle funzioni importantissime in questi quasi due anni di pandemia. Per questo è stato tra i primi a ricevere il vaccino, l’importanza del suo ruolo lo inserisce tra i prioritari. Eravamo a gennaio del 2021.

Lo scorso 5 dicembre Ermes si sottopone alla terza dose. Si presenta all’hub vaccinale, mostra la sua tessera sanitaria, controllano la prenotazione, fa il colloquio con i medici, si sottopone alla vaccinazione, ritira la sua tessera, aspetta i 15 minuti e poi se ne torna a casa. Accade qualcosa: a differenza delle due volte precedenti non gli viene rilasciato nessun documento dell’avvenuta vaccinazione. Niente.

Non ci sarebbe stato nulla di strano se non fosse che dal 5 dicembre a oggi (siamo al 19 gennaio) Ermes non riceve nessun green pass. Nel frattempo, com’era prevedibile, il suo green pass è scaduto. Chiede al medico di famiglia, quello controlla, ritrova tutte le vaccinazioni fin da quando era bambino nel fascicolo sanitario ma non c’è traccia della terza dose.

Ermes torna all’hub vaccinale, chiede chiarimenti. Lì gli spiegano che ormai tutta la loro documentazione è stata spedita, non hanno più niente, gli lasciano però un link per presentare ricorso. Siamo al 21 dicembre, la risposta al ricorso arriva 10 giorni dopo: gli chiedono di esibire il certificato vaccinale. Ermes aveva presentato ricorso proprio per la mancanza di certificato, chiederglielo non sembra un’idea così brillante. Ermes afferma di avere come unica documentazione l’avvenuta prenotazione. Dall’altra parte silenzio. Solo silenzio.

Ermes e la moglie si rivolgono alla Regione Emilia-Romagna. Quelli gli chiedono tutti i documenti, compresa la corrispondenza con l’azienda sanitaria. Anche la Regione chiede il certificato vaccinale. Ermes di nuovo è costretto a spiegare che è proprio quello il problema. Attende. La Regione dice di avere attivato l’assessorato. Passano i giorni e non se ne sa niente.

Ermes ricontatta la Regione che si dichiara contrariata per il silenzio dell’assessorato. «Vi richiamiamo nel pomeriggio», dicono. Non ha richiamato nessuno. Ermes ha più di 50 anni quindi sarebbe passibile di sanzioni perché si è sottoposto a una vaccinazione che non risulta da nessuna parte e anche sul lavoro evidentemente ha dei problemi.

La pandemia sanitaria non ha responsabili facili ma la pandemia burocratica ha responsabili con nome e cognome.

Buon mercoledì.

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