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Guerra in Ucraina, il popolo russo è il miglior alleato contro Putin

«Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio», diceva Sir Winston Churchill e non aveva torto se è vero che oggi l’Italia, come il resto del mondo occidentale, sta vivendo il conflitto ucraino come un’enorme occasione di versamento di bile e testosterone, come a vendicarsi di una pandemia che li ha costretti a lenire lo spirito di vendetta in attesa di tempi migliori. I risultati di una pancia che prevale sulla ragione si colgono in giro senza essere nemmeno troppo curiosi, tra chi chiede missili contro Putin come se non esistesse un diritto internazionale e i troppi che vorrebbero punire i russi, tutti i russi nessuno escluso, i viventi, i non dissidenti, i defunti e perfino quelli che di russo hanno solo il nome.

Guerra in Ucraina: i russi possono essere la soluzione, non vanno confusi con putin
Vladimir Putin (Getty Images).

Decidendo di invadere l’Ucraina Putin ha fatto male i calcoli

Al di là della scemenza della censura etnica esiste un punto strategico che molti sembrano non vedere: la pallottola d’argento di questa guerra (che sarebbe meglio chiamare illegittima invasione) di Putin sta proprio nel popolo russo. Il leader russo infatti credeva, sbagliandosi, che la conquista dell’Ucraina sarebbe stata una passeggiata di pochi giorni, addirittura con il favore del popolo, confidando nella distrazione dell’Europa come già avvenuto per la Crimea. Si sbagliava, eccome. In questi giorni sono molte le testimonianze di giovani soldati russi mandati allo sbaraglio convinti di essere accolti a Kyiv come eroi che raccontano di essere rimasti stupiti per la strenua opposizione del popolo ucraino. Putin ha sbagliato i calcoli e quella che poteva essere una liscia marcia trionfale che avrebbe rifocillato il suo gradimento nazionale sta diventando, ogni giorno di più, una sconfitta senza via d’uscita. Se si arrendesse oggi di fronte alla pressione della comunità internazionale (che è stata tutt’altro che indifferente) rischierebbe di apparire debole e fragile di fronte alla sua nazione. Sa benissimo che le sue richieste (di ottenere tutta l’Ucraina rivendicando una ‘denazificazione’ a cui non crede nessuno) sono inaccettabili. Non gli resta che alzare l’asticella consapevole (o forse no?) che il suo piano non ha via d’uscita.

putin è sempre più solo e il popolo russo non è solo un nemico
Una manifestante fermata a Mosca (Getty Images).

I russi non sono i nemici ma la possibile soluzione di questa guerra

Dall’altra parte l’Europa e la Nato non potranno certo permettersi di intervenire nelle dinamiche politiche russe, limitandosi a concedere sostegno all’Ucraina ponendo molta attenzione ai delicati equilibri della democrazia. Chi può risolvere la situazione quindi? I russi. Proprio quei russi che in modo miope vengono bistrattati negli eventi internazionali e culturali, quei russi che si ritrovano cancellati perfino dalle Paralimpiadi. Sono quelli che in migliaia si fanno arrestare per rivendicare il diritto di protestare (sono già più di 7 mila), sono quelli che potranno perdere fiducia nell’oligarca Putin quando non riusciranno più a sostenere le sanzioni, sono quelli che lavorano nei media russi imbavagliati. I russi non solo non sono i nemici ma sono la possibile soluzione di questa guerra: la deposizione di Putin nel modo più indolore possibile (e sarà comunque dolorosissimo) passa da loro. Non resta che accorgersene in fretta per comprendere che lì stanno gli alleati che possono porre fine a questa invasione feroce e indegna. Se ci pensate bene boicottare gli alleati risolutori non è una grande strategia. Per niente.

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