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La strana solidarietà dell’Ue che accoglie i profughi ucraini e respinge gli altri

Esiste una solidarietà a due velocità. L’abbiamo inventata noi in Europa in questi giorni di guerra in Ucraina, dopo l’invasione della Russia e a vederla da fuori sembra più un razzismo condito (male) e con il fondotinta. Il luogo in cui misurare la temperature di questa disumana schifezza è il confine della Polonia. Mentre Varsavia ha accolto a braccia aperte circa 2,4 milioni di persone in fuga dall’Ucraina in sole cinque settimane, lo stesso Paese continua ad allontanare i rifugiati che cercano di entrare nell’Unione europea attraverso la Bielorussia. Dallo scorso maggio, migliaia di migranti hanno provato a raggiungere Polonia, Lituania e Lettonia – tutti membri dell’Unione europea – dal confine con la Bielorussa, scatenando una crisi umanitaria (ve la ricordate?). Sono rimasti bloccati sulla frontiera esterna dell’Ue per settimane a rischio di congelamento. Solo nella regione di confine polacco-bielorusso, almeno 19 corpi di migranti sono stati trovati dal settembre 2021. In quel periodo l’Ue ha accusato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko di una sorta di “guerra ibrida”, di incoraggiare i migranti provenienti da Paesi come l’Iran e l’Afghanistan a volare nella capitale Minsk, trasportandoli poi alle frontiere esterne dell’Ue. Migliaia di profughi, però, sono rimasti incastrati in Bielorussia. La maggior parte è stata così ospitata all’interno di un enorme magazzino di 10 mila metri quadrati a Bruzgi, vicino al valico con la Polonia.

La solidarietà dell'Unione europea che accoglie i profughi ucraini ma respinge quelli alla frontiere tra Polonia e Bielorussia
Migranti alla frontiera tra Bielorussia e Polonia (Getty)

L’andamento dei flussi migratori al confine tra Polonia e Bielorussia

A gennaio e febbraio, il numero di arrivi irregolari di migranti in Polonia dalla Bielorussia è diminuito in modo significativo. Alla fine di febbraio, ad esempio, la guardia di frontiera polacca aveva registrato 66 tentativi di attraversamento in 48 ore. A novembre, secondo la stessa fonte, erano 200 le persone che provavano ogni notte a superare il confine. Ultimamente, tuttavia, le guardie di frontiera e le Ong affermano che il numero di tentativi di attraversamento è aumentato di nuovo in seguito alla recente chiusura dei centri migranti sul lato bielorusso. Il “record” quest’anno è di 134 persone che hanno tentato di arrivare in Polonia in 24 ore, secondo i dati delle autorità di Varsavia. Per la guardia di frontiera, i migranti provenivano da Afghanistan, Iraq, Egitto, Sudan, Yemen, Turchia e Cuba. Ma Che fine fanno? Respinti. «Abbiamo la sensazione che l’ordine sia quello di rimandare indietro tutti, indipendentemente dalla loro situazione o stato di salute», ha detto all’Afp Monika Matus, della rete di attivisti polacchi Grupa Granica (Gruppo di frontiera). L’organizzazione è sul campo dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, cominciata lo scorso 24 febbraio. «Queste persone non possono contare né sulle cure mediche né su altra assistenza», ha spiegato. Le Ong, intanto, hanno definito i procedimenti legali contro i loro attivisti «senza precedenti».

La solidarietà dell'Unione europea che accoglie i profughi ucraini ma respinge quelli alla frontiere tra Polonia e Bielorussia
Militari alla frontiera tra Polonia e Bielorussia (Getty)

La solidarietà differenziata è un obbrobrio figlio di questi tempi

Insomma, gli ucraini passano, gli altri no. All’inizio di questa settimana un tribunale polacco si è pronunciato a favore di tre afghani che erano stati respinti nonostante la loro richiesta di asilo. A proposito, Jaroslaw Jagura, l’avvocato della Fondazione Helsinki, ha affermato che è difficile capire «perché da un lato aiutare coloro che fuggono dall’Ucraina è auspicabile, ricompensato e lodato, mentre dall’altro aiutare le persone al confine polacco-bielorusso è stigmatizzato e criminale». La solidarietà differenziata è un altro obbrobrio figlio di questi tempi. Appena passerà la buriana emotiva ce ne vergogneremo. Sicuro.

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