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“Calenda è un politicante, vuole il nucleare ma non dice chi pagherà”. Parla Bonelli (Europa Verde): “Per fermare le destre serve anche Conte”

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Angelo Bonelli è Co-Portavoce di Europa Verde, assieme a Eleonora Evi. Ieri il suo partito ha ufficializzato la corsa alle prossime elezioni con Sinistra Italiana.

Bonelli, la domanda che si pongono tutti: ma davvero i Verdi con Calenda
“I Verdi nono finiscono proprio per nulla con Calenda. È lui che deve fare attenzione perché le questioni che noi portiamo sono maggioritarie nel Paese. C’è un problema di fondo, Calenda ha fatto della competenza il suo slogan ma in realtà si è trasformato in un politicante: sul nucleare, ad esempio, non dice all’Italia come lo finanzierà. Il nucleare attinge sempre dai soldi pubblici, tra l’altro molte centrali francesi sono ferme per siccità e il governo francese ha nazionalizzato Edf a causa dei debiti che non riesce più a reggere (13 miliardi di euro). Il programma di Calenda, per dividere e distinguersi, fa una proposta che mette le mani nelle tasche degli italiani, costringendoli a pagare l’energia ancora di più”.

Però l’alleanza che Letta ha in mente comprende voi e Calenda…
“È un’alleanza che viene proposta da Letta in questi termini. Noi, anche se Letta ha chiuso al M5s e il M5s ha annunciato di voler correre da solo, per tutti i giorni che mancano al deposito delle liste non ci rassegniamo e ci impegneremo a costruire un fronte democratico per fermare i sovranisti con dentro anche Conte. Ma solo noi sentiamo questa responsabilità? Fino a ieri Meloni bombardava il governo Draghi dove c’erano Salvini e Berlusconi. Oggi a destra litigano ancora sui posti da spartire. Questi hanno promesso a Berlusconi la presidenza del Senato. Ci rendiamo conto? Immaginiamo: se prendono 2/3 del Parlamento, cambiando la Costituzione? I nostri padri costituenti ci guarderebbero dicendoci “cosa state facendo?” Per questo bisogna insistere a tenere dentro il M5S fino alla fine”.

Ma voi non avete una posizione diversa dal PD su politiche energetiche e clima
“Su questo dissento. Sono molto severo da sempre con loro su infrastrutture e consumo di suolo. A proposito, ieri è uscito un rapporto drammatico del Sistema nazionale protezione ambiente. Dati terrificanti: 2,2 metri quadri al secondo che se ne vanno. Pezzi di territorio che se ne vanno, se li associamo a crisi climatica e desertificazione è un disastro. Ma il Pd si è schierato contro il nucleare, contro la tassonomia in Europa che è stata un vero e proprio regalo a Macron e all’industria francese. Ha votato con noi un piano che dà target importanti su rinnovabili e auto elettriche. Io penso che da questo punto di vista, forse anche grazie a noi, si sono ridotte molto le distanze. Piuttosto mi preoccupa Calenda. Ha fatto dei numeri e della competenza il suo modo di agire ma non dice come finanzierà il suo programma nucleare. Il modello per noi è la Germania che prende scelte dolorose per garantire il funzionamento del corpo economico e sociale ma dice entro che entro il 2030 l’80% dell’energia sarà rinnovabile”.

Che ne pensa di Cingolani?
“Quello che manca al governo – per questo sconsiglio di parlare di “agenda Draghi” – è un piano serio. Cingolani ci vuole rendere dipendenti per i prossimi decenni dal gas che costerà il 40% in più rispetto a quello che paghiamo. L’Eni lo scorso trimestre ha registrato un +3870% perché con l’aumento del gas ha fatto profitti incredibili che il Governo ha calcolato in 40 miliardi di euro. La strategia di Cingolani ci condannerà a bruciare fonti fossili, con costi altissimi per imprese e cittadini. Una vera e propria recessione. Poi mi chiedo: per rigassificatori è stato messo un commissario mentre 150GW di richieste di autorizzazioni dalle rinnovabili sono bloccate, perché?. Nei prossimi anni utilizzeremo il gas ma bisogna dire quando saremo 100% rinnovabili”. Del resto un ministro che dice che “la transizione ecologica è un bagno di sangue” è lampante che sia inadeguato”.

Che inverno ci aspetta
“Ho grande preoccupazione, siamo stati i primi a lanciare l’allarme. Abbiamo parlato di imporre un tetto al prezzo gas, per primi. Ci sono tre questioni: se il Consiglio d’Europa non decide allora lo faccia l’Italia come accaduto in Spagna e Portogallo. Non possiamo consentire che arrivino a pensionati e artigiani bollette decuplicate. Abbiamo il dovere morale di intervenire rapidamente. La seconda questione è quella degli extraprofitti. Nessuno vuole mettere in discussione gli utili ma qui stiamo parlando di profitti generati dalla speculazione. Quelli vanno integralmente restituiti alle famiglie e alle imprese. Il 25% di prelievo non è stato rinnovato, si è fermato marzo 2022. Noi chiediamo che il 100% sia restituito. Infine anche con un commissariamento abbiamo bisogno di sbloccare le autorizzazioni per l’energia pulita e per abbassare il costo dell’energia”.

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