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Un salario che più minimo non c’è. Continua il bestiario elettorale

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L’Istituto Demoscopico Noto Sondaggi pubblica un sondaggio che terrorizza il Pd dato al 19,5%. Il Centrodestra (Fdi-Lega-Fi- Noi moderati) è dato al 46,7% mentre il Centrosinistra (Pd-Art1-Psi-Si-Europa verde- +Europa e Impegno civico) si ferma al 25,7%. Sicuri che funzioni l’appello di Letta al “voto utile”? Brutte notizia anche per la Lega di Salvini: Fratelli d’Italia potrebbero non solo superarla, ma addirittura doppiarla.

È quanto emerge dalle stime di voto elaborate da Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, pubblicate dal quotidiano veneto-friulano. Si tratta di dati-choc per il Carroccio che, se confermati, costituirebbero la premessa per una resa dei conti senza precedenti ai piani alti del partito. Secondo la stima dell’istituto diretto da Ilvo Diamanti, FdI arriverebbe al 30,5%, la Lega si fermerebbe al 14,4%.

QUELL’IRRESISTIBILE VOGLIA DI RENZI
Ventisei luglio. Incontro riservato al Four Seasons di Atene. Al tavolo il principe saudita Mohammed bin Salman – secondo la Cia mandante del brutale omicidio del giornalista Jamal Khashoggi – e un gruppo di una ventina tra capi di Stato, dall’albanese Edi Rama al montenegrino Dritan Abazović, parlamentari europei, oligarchi russi, imprenditori e giornalisti. Tra loro c’era anche il leader di Italia viva Matteo Renzi, reduce (il giorno prima) da uno dei primi incontri con Carlo Calenda in vista dell’alleanza elettorale. Lo racconta in uno scoop il quotidiano Domani. Scopo dell’incontro? Il progetto di Bin Salman di esportare verso occidente energia solare saudita. Chissà che ne dice Calenda che mentre si impegna per spingere (piuttosto goffamente) il nucleare il suo socio briga per staccare assegni ai sauditi.

L’OTTIMISMO DI OLIVIERO
Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio regionale della Campania, non le manda a dire: “Il Pd a Caserta Sarà sotto il 10%, lo votiamo solo io e forse mia moglie”. A questo punto potrebbero già fissare una riunione per un’analisi della sconfitta.

CALENDA OSSESSIONATO
“Mi chiedono se Draghi vuole restare. Non so se Draghi vuole restare o meno, credo che se la situazione sarà inevitabile risponderà all’appello dell’Italia come ha fatto fino ad ora. Ma non so se è così rilevante questo, forse è più rilevante cominciare a votare per le persone che propongono quel metodo di governo”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, all’incontro con Confcommercio. Una campagna elettorale tutta su Draghi, forse perché si vergognano di Gelmini e compagnia. In tutto questo Draghi non ha mai fatto un cenno, se non per smontare lui stesso il mito dell’agenda Draghi. La campagna del sedicente terzo polo (che nella migliore delle ipotesi sarà il quarto) è sostanzialmente pubblicità ingannevole.

STUPIDI O STUPITI?
Lo dice benissimo il giornalista Marco Esposito: “E niente, da anni insultano i percettori del reddito di cittadinanza e oggi scoprono che chi lo percepisce voterà l’unico partito che lo difende e che ha intenzione di mantenerlo. E che quindi in alcune regioni farà il pieno. Ma sono stupiti”.

UNA DOMANDA PER IL PD
Il Pd insiste per un salario minimo non deciso dalla politica. Nota Lorenzo Zamponi, attivista di Up! Su la testa!: “Posizione ambigua al limite del misterioso. Come può un salario minimo “contrattuale” e non “legale” (quindi basato sui minimi dei Ccnl esistenti e non su una soglia fissata per legge) avere una soglia minima di 9 euro (evidentemente fissata per legge?)”. Bella domanda. Si attende una risposta.

CI SONO TRUFFE E TRUFFE
15 società hanno emesso fatture false per 1,8 miliardi di euro. Beneficiari finali della frode Auchan e Carrefour Italia. Avete sentito qualcuno lamentarsi?

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