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L’epoca della Desistenza italiana

Lì dove molti vedono una donna a capo del governo per la prima volta c’è il governo più destrorso dalla seconda guerra mondiale. La destra in Italia non esiste, è solo una stampella dell’estrema destra dove Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ha svuotato il suo vaso comunicante, la Lega di Matteo Salvini. La destra, al massimo, è quel sedicente terzo polo che invece è sesto (un’altra truffa lessicale in piena regola durata per l’intera campagna elettorale) che nonostante i proclami (e gli scherani tra i media) è riuscito a sommare i risultati dei due partiti personalistici, senza niente di più.

Nel Partito democratico si dicono stupiti che gli italiani abbiano visto in Luigi Di Maio un “pacco” in piena regola senza cascarci, si domandano attoniti perché Carlo Cottarelli non scaldi i cuori nemmeno nella sua città (è riuscito a perdere contro Daniela Santanchè, qualche genio democratico pensava di vincerci le elezioni regionali). Il capolavoro politico di chi ha passato settimane invocando “un fronte comune contro la destra” mentre non è riuscito nemmeno a tenere il fronte minimo facendo franare il “fronte largo” sia a destra che a sinistra. Come spesso accade da quelle parti la tentazione al Nazareno sarà di addossare tutte le colpe a Letta affilando i coltelli per il prossimo congresso e ricominciare di nuovo verso la prossima analisi della sconfitta.

E la sinistra Bella domanda. La sinistra se n’è stata come al solito sparpagliata nelle tasche di qualche esponente del Partito democratico (Peppe Provenzano e Elly Schlein, per fare qualche nome) che difficilmente riuscirà a dare le carte; sta con il risultato in linea con le aspettative di Bonelli e Fratoianni coalizzati nella coalizione (nulla di esaltante) e nel risultato (deludente, bisogna avere il coraggio di dirselo) di Unione popolare che ora deve decidere se essere l’ennesimo cartello elettorale fallito oppure essere la pietra di inciampo di una strada lunga da costruire.

Poi, svestendosi dallo snobismo, toccherebbe dirsi che la sinistra è andata nel bacino di voti del Movimento 5 Stelle (sarà perché hanno fatto una misura di sinistra – il Reddito di cittadinanza – mentre gli altri si crogiolano nella loro aporofobia). Come si potesse credere che un elettore di sinistra potesse scaldarsi di fronte agli inginocchiati dell’agenda Draghi è uno dei misteri di quest’ultima strategia elettorale.

Si registra che quelli che hanno sventolato la Resistenza in campagna elettorale (rispettandola pochissimo nelle occasioni di governo) sono i fautori della peggiore Desistenza italiana dalla seconda guerra mondiale in poi. Questa sconfitta ha molti padri, solo che essendo i cardini della nomenclatura del centrosinistra italiano finiremo per averli ancora tutti lì.

Buon lunedì.

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