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Silvio ne sarebbe felicissimo

C’è un chiaro indizio dietro l’abolizione del reato di abuso d’ufficio che dice tutto quello che c’è da dire. Ieri il festante viceministro Francesco Paolo Sisto ha dedicato il voto della Camera che ha approvato in via definitiva il cosiddetto ddl Nordio (199 sì e 102 no) a Silvio Berlusconi. «Con questa approvazione inizia per l’Italia un “new deal” teso a restituire ai cittadini la fiducia nella giustizia. Non possiamo che dedicare il traguardo al nostro presidente Silvio Berlusconi. La guida di Antonio Tajani ha rilanciato il Dna di Forza Italia», ha detto il vice ministro. 

La riabilitazione di Berlusconi (con annesso tentativo di aeroporto dedicato) è il passaggio fondamentale per la tenuta della narrazione rovesciata, quella secondo cui la fiducia dei cittadini nella giustizia sarebbe alimentata dalla cancellazione di un reato. È curioso sottolineare che un governo che risponde con il panpenalismo agli atti dimostrativi degli ambientalisti o al disagio strutturale di zone periferiche come Caivano nel caso di un tipico reato da colletti bianchi agisca al contrario. Se sono dei poveracci o dei soggetti deboli ci si inventa un reato su misura come deterrente, se invece si tratta dei livelli superiori allora si cancellano i reati in cui potrebbero inciampare. 

Non è un caso che ieri sia passato anche un emendamento della Lega che propone un’aggravante di reato (se «la violenza o minaccia a un pubblico ufficiale è commessa al fine di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica») che sembra cucito addosso al progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto. 

Non ci sono dubbi, Silvio ne sarebbe felicissimo. 

Buon giovedì. 

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